lunedì 19 gennaio 2015

Il Marconi non affonda: lettera aperta


Amici, come sapete nella notte fra venerdì 16 e sabato 17 gennaio al Liceo Marconi di Sassari è crollata una parte del tetto. Pubblico volentieri la Lettera dei docenti del liceo, più qualche link, poi scrivo qualche considerazione personale. Buona lettura.

IL MARCONI NON AFFONDA: LETTERA APERTA

I TETTI SI RIPARANO, LE FERITE SI RIMARGINANO, IL MOMENTO PRESENTE NON E’ DEFINITIVO.
Tutto è incominciato per la volontà di mettere a posto un tetto che perdeva in alcuni punti localizzati: la Provincia decide di avviare una procedura d’appalto per cambiare la copertura all’edificio scolastico: siamo a settembre 2014. I modi e i tempi, il progetto dell’opera, il cantiere aperto, le responsabilità: sono tanti gli elementi che incatenandosi inesorabilmente hanno portato a questa situazione: una scuola organizzata e funzionale, una scuola che ha investito risorse economiche e umane in un progetto continuo di miglioramento, si ritrova beffata e inerme. Alle prime piogge di novembre, la prima clamorosa scoperta: proseguendo secondo una logica a sé stante (incurante delle evitabili conseguenze), i lavori sul tetto nei settori interessati hanno conflagrato nell’impregnare d’acqua i pannelli sottostanti del controsoffitto, provocando danni all’arredo scolastico e ad alcune LIM. La reazione dei ‘lavoratori’ del Marconi è stata immediata: salvare il salvabile. Ma già allora la domanda di noi, non addetti ai lavori, era stata: perché non attrezzarsi con opere di prevenzione? Chiusa la scuola per quel sabato, il lunedì le classi quinte hanno proseguito regolarmente le lezioni in succursale, le altre classi hanno continuato a frequentare per una settimana con turni organizzati e, con il sacrificio di tutti, messe da parte le lagnanze per i disagi e i continui cambi di sedi delle classi, la nave del Marconi ha tenuto la rotta. Gli studenti si sono adattati, con responsabilità, alla situazione. Durante le vacanze di Natale, con la scuola vuota, noi, i non addetti ai lavori, avevamo pensato di poter contare su una esecuzione delle opere ‘veloce’ e funzionale. E le giornate di sole, o comunque l’assenza di piogge continue, hanno ingannato le nostre speranze. I lavori sul tetto sono proseguiti secondo la già citata logica, indipendente dalla prevedibile possibilità che, bucando il tetto, l’acqua del cielo penetri nell’edificio. Le segnalazioni reiterate, le richieste opportune, gli appelli alle autorità competenti non hanno trovato adeguate risposte. Ora siamo approdati alla situazione paradossale di questo sabato 17 gennaio 2015, con la dichiarazione di inagibilità della scuola da parte dei Vigili del fuoco. Le autorità competenti accerteranno i fatti, individueranno i responsabili.
Noi del Liceo Marconi, tutti quanti coinvolti IN QUESTA DRAMMATICA E OLTRAGGIOSA INCURIA, nei nostri rispettivi ruoli, dirigenza, docenti, personale della scuola, studenti e genitori, noi ora dobbiamo reagire e considerare che questa situazione è il presente, ma non durerà: noi non lo permetteremo. Chi lavora nella scuola, chi partecipa al mondo della scuola, sa bene quanto esigue siano le risorse e i possibili investimenti, quanta fatica costi attraversare gli interi anni scolastici. Eppure sa anche che non sono poi queste risorse e questi investimenti che rendono la scuola viva, un organismo vivente, pur complicato ma affascinante: no. È la sostanza umana, la vita quotidiana dei suoi abitanti temporanei a rendere speciale uno spazio, un edificio, le aule, i corridoi, gli uffici. La nostra umanità ci rende speciali e, come per gli altri fatti della vita, le difficoltà fortificano. Così deve essere, così sarà.
IL LICEO MARCONI

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Ecco, questa è la Lettera del Liceo Marconi: si punta il dito in maniera precisa. Ora un paio di link:


Infiltrazioni e cedimenti, scuola chiusa

I primi segnali c’erano stati già a novembre

L’assessore: «Farò un’inchiesta»


Inchiesta, assessore? E le continue segnalazioni fatte dalla Scuola su come venivano realizzati i lavori? Non era meglio ascoltare la Scuola prima e prendere dei provvedimenti?

Sabato mattina dopo che ho letto la notizia mi sono recato presso la Scuola: i Vigili del Fuoco erano già andati via dopo aver fatto il loro intervento. La Scuola era ovviamente inaccessibile, ma davanti c'erano diverse persone: non so se insegnanti o genitori. Parlavano in maniera animata. Ho prestato attenzione e ho sentito che i lavori erano stati appaltati "verso luglio" a una ditta del Campidano (perché non di qui? ah, preventivo più basso!) e questa ha iniziato i lavori non subito, ma a inizio autunno, con calma. In più di una occasione alcuni corridoi e classi erano risultati inagibili non appena sono arrivate le prime piogge, e più di una classe ha saltato qualche giornata di lezione. Segnalazioni a chi dovere; fatte; interventi: zero. Ho sentito anche che chi ha gettato lo sguardo sul tetto della Scuola, non ha visto posizionati "pannelli o teli per far defluire fuori l'acqua di eventuali piogge". Ho sentito anche frasi come "adesso una denuncia, chi ha sbagliato paghi", "i danni sono incalcolabili". Ho sentito che più di un insegnante nella mattinata appena arrivato a Scuola ha pianto, perché "la Scuola è una seconda casa per gli insegnanti e gli alunni". E poi ho sentito che fra le scuole di Sassari solo una da subito avrebbe dato il suo aiuto per ospitare le lezioni, ovviamente nel pomeriggio. Siamo in tempo di iscrizioni per il prossimo anno scolastico, nessun aiuto significa che le famiglie iscriveranno i propri figli presso altre scuole: e il cerchio si chiude. La solidarietà non esiste: quasi tutte le altre scuole di Sassari, eccetto poche, se ne sono lavate le mani, anzi: si sono fregate le mani. Che schifo.

Fate voi.

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