giovedì 13 novembre 2014

La Curia di Milano è omofoba. Razzismo sugli omosessuali.


Brutto razzismo alla Curia di Milano. L'ignoranza e la cattiveria, antiquate e agghiaccianti, che si esprimono nel silenzio e sono contro l'omosessualità. Chiedere agli insegnanti di religione (cattolica, specifichiamo) di segnalare quali scuole sono "pro omosessuali" è un qualcosa che insulta la Cultura e la Società Civile, oltre che l'Amore. Perché questa richiesta? Per intervenire in qualche modo? Perché questa porcheria che fa così tanto schifo? Ho segnalato nella pagina di Bergoglio su Facebook questa cosa. Ma di sicuro la saprà già. Vediamo se farà, come auspico, qualcosa. Intanto gli artefici di questa immensa porcheria appena sono stati sputtanati hanno chiesto "scusa". Beh: non andava fatto in partenza, troppo facile chiedere scusa dopo. Mica siamo fessi noi.

http://www.chiesadimilano.it/chisiamo/struttura-persone/uffici-e-servizi/settore-per-l-evangelizzazione-e-i-sacramenti/servizio-per-l-insegnamento-della-religione-cattolica



Milano, la Curia ai professori di religione: "Segnalateci tutte le scuole pro-omosessuali".

Diventa un caso la circolare di don Rota che chiedeva di indagare su come sia affrontato nelle classi il tema dell'omosessualità. La Diocesi ambrosiana: "Era soltanto un'indagine informale".

di Zita Dazzi

Una richiesta scritta ai 6.102 insegnanti di religione della Diocesi ambrosiana per avere la segnalazione dei colleghi e dei progetti che nella loro scuola trattano con gli alunni temi legati all’omosessualità e all’identità di genere. La lettera, riservata, è stata messa online sul portale a cui accedono solo i prof di religione con una password. E appena in Curia è arrivata la notizia che il contenuto della missiva stava per diventare pubblico, come d’incanto la lettera è sparita. Con la precisazione che si trattava solo di «un’indagine informale». Alcuni docenti di religione però l’avevano già stampata e si erano interrogati sul suo significato, prima di girarla a Repubblica.

«Cari colleghi — si legge nella lettera scritta dal responsabile di settore della Diocesi, don Gian Battista Rota — come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale». Una lettera che pare dunque pensata per mettere in piedi un sistema di contromisure che “proteggano” gli ignari studenti dalla “campagna” di indottrinamento e dal confronto con i temi “sensibili” per la chiesa cattolica. «Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender” - scrive la Curia - vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte».

Detto ciò, la richiesta è chiara: «Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana». La Curia conferma quella che definisce «indagine informale mirata a conoscere i progetti scolastici relativi al tema della differenza di genere». Sempre don Rota, responsabile del servizio per l’Insegnamento religione cattolica, cerca di mettere un freno alle polemiche e innesta la retromarcia rispetto alla lettera che esprimeva preoccupazione di fronte alla «campagna per delegittimare la differenza sessuale»: «L’iniziativa è contestualizzata nell’ambito della formazione in servizio dei docenti. La richiesta di informazioni nasce dalla preoccupazione che gli eventuali discorsi su temi così delicati e all’ordine del giorno del dibattito pubblico, vengano sempre affrontati dagli insegnanti di religione con competenza e rispetto delle posizioni di tutti».

Appena il testo della lettera ha cominciato a girare, c’è stato chi fra i prof di religione ha deciso di ritirarsi dall’insegnamento e chi invece ha girato il documento alle associazioni Lgbt. «È incredibile che una Diocesi di una città moderna come Milano chieda agli insegnanti di religione di segnalare le scuole in cui si parla di identità e orientamento sessuale - commenta Maria Silvia Fiengo, editrice ed esponente del Movimento famiglie Arcobaleno - I prof dovrebbero trasformarsi in “spioni” per conto di Dio (o di chi per lui) sul lavoro dei colleghi, dipendenti dello Stato. Non si capisce sulla base di quale investitura la Chiesa metta il naso in iniziative culturali proposte dalle scuole su temi di attualità e interesse anche per i ragazzi».

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“Schedatura” scuole gay friendly, la Diocesi di Milano chiede scusa


Una mail per chiedere una sorta di censimento delle scuole in cui è diffusa "l'ideologia gender". Il testo inviato da un collaboratore di Don Gian Battista Rota ha scatenato una polemica così forte da spingere alle scuse: "Comunicazione formulata in modo inappropriato"


Una mail per chiedere una sorta di censimento delle scuole in cui è diffusa “l’ideologia gender”.  Il testo inviato da Don Fabio Landi, un collaboratore di Don Gian Battista Rota, responsabile del settore insegnanti di religione cattolica della Diocesi di Milano, e ricevuto da circa 6000 insegnanti di religione, ha scatenato una polemica così forte da spingere don Rota alle scuse. “La comunicazione mandata sabato 8 novembre agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano da un collaboratore del Servizio Insegnamento Religione Cattolica è formulata in modo inappropriato e di questo chiediamo scusa”. Intento originario, secondo quanto riferisce la Diocesi “era esclusivamente conoscere il loro bisogno di adeguata formazione per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti”. Eppure su quanto avvenuto aveva espresso le sue perplessità il cardinale Angelo Bagnasco, che precisando che non era a conoscenza della notizia, aveva detto: “Mi sembra estremamente improbabile e strano che possa esserci un censimento di questo tipo nelle scuole”.

Il testo della lettera, una mail, però pare senza equivoci: “Cari colleghi, come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale. Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del ‘gender’, vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte. Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana. Grazie per la collaborazione”.

Sulla lettera è intervenuto anche il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto: “Penso che con un eufemismo si possa definire inopportuna la lettera inviata dalla Curia di Milano agli insegnanti di religione perché segnalassero le scuole dove si svolgono o vengono anche solo proposte iniziative sull’omosessualità e il gender. L’iniziativa di don Gian Battista Rota con tutta probabilità è frutto di un eccesso di zelo non adeguatamente ponderato. Non si capisce infatti cosa c’entri questa ‘indagine conoscitiva’, che ha tutte le apparenze della schedatura, con il lodevole proposito di preparare gli insegnanti di religione ad affrontare questi argomenti ‘nel rispetto di tutte le posizionI come dice la mail”. “A quel che pare, la Curia stessa ha provveduto a far rientrare l’iniziativa e questo è certamente positivo – continua Scalfarotto – Rimane però la preoccupazione per un’impostazione della Chiesa istituzionale che vive come una aggressione ai propri valori e alle proprie legittime convinzioni quella che è in realtà una normale evoluzione dei costumi e della comunità. Gli insegnanti di religione svolgono una importante funzione in una scuola pubblica che è e deve restare laica – concludeva Scalfarotto – Trasformarli, o dare l’impressione di volerli trasformare, in una sorta di agenti segreti o delatori è lesivo della loro dignità e nuoce ad una Chiesa che tanti, credenti e non credenti vorrebbero accogliente e inclusiva. Ma intanto sono arrivate le scuse.

lunedì 10 novembre 2014

La preoccupazione del dopo Napolitano


Dopo un lungo silenzio, che come vi scrissi era dovuto alla nausea crescente che provo per la politica italiana, ritorno a scrivere. Poche e semplici considerazioni su un evento che pare vicino a realizzarsi: la scelta del nuovo presidente della Repubblica.

La scelta del Napolitano bis la ricordiamo bene: gli attori della politica non si erano messi d'accordo, e il nome più probabile e auspicabile, e cioè Romano Prodi, venne impallinato da quasi la metà del Pd e non votato dai 5 Stelle che pure lo avevano fra le opzioni a disposizione. 

Quella era stata l'occasione per dare una svolta al paese: con Prodi in campo la porta lasciata sempre aperta a Berlusconi sarebbe stata sbattuta con forza, e la Costituzione avrebbe avuto un vero garante. Invece andò male.

Ora il problema si ripresenta perché gira voce che Napolitano a breve farà ciaociao con la manina. Rispunta il nome di Prodi, e mi sta bene, poi quello della Bonino (così così) e infine quelli di vere e proprie amebe. Amebe pericolose: Veltroni, Fassino, Amato, Finocchiaro, oltre gli attuali presidenti delle due camere. Con l'ombra ghignante di Draghi...

Non ci si riesce proprio eh? Un costituzionalista "terzo" rispetto alle parti in causa no, eh? Abbiamo Gustavo Zagrebelsky, il più grande costituzionalista vivente, onesto e puro, e che facciamo? Niente.

Dei nomi che girano ribadisco che il meno scandaloso è Prodi. Perciò... con Forza Italia fuori dai giochi per votarlo per ovvi motivi berlusconoidi, col NCD che vivacchierà su cosa conviene di più, con il PD che sarà ancora una volta spaccato a metà, sarà proprio il M5S il vero ago della bilancia. 

Che farà allora il movimento? Io credo proprio che Grillo e Casaleggio punteranno i piedi e faranno casino. Forse, ripeto: forse ci sarà una consultazione sul Sacro Sito strapieno di pubblicità. Ma che consultazione sarà? Chi la certificherà? Quali nomi saranno messi ai voti e con quali indicazioni? Sappiamo infatti che le poche volte in cui agli iscritti è stato permesso di esprimersi su queste scelte come sulle espulsioni (raramente), le preferenze sono state accompagnate dalle parole del guru Beppe Grillo, che ha sempre consigliato ai più talebani cosa è meglio fare e chi votare. Guarda caso il sito amico del Fatto Quotidiano oggi sta facendo la stessa identica cosa col suo SONDAGGIO.

Siamo nelle mani di Beppe Grillo, il quale deve scegliere in fretta, perché dietro c'è il rischio che Pd, NCD ed eventualmente Forza Italia si mettano d'accordo per una porcheria, l'ennesima.

E allora Grillo che vuoi? Vuoi che Renzi, Alfano e Berlusconi facciano la porcheria così potrai ancora una volta urlare all'inciucio, preferendo questa caciara al fare davvero qualcosa, oppure avrete un candidato valido da proporre? Cercherai e cercherete una convergenza su Prodi oppure lascerai la situazione nella bufera? L'alternativa è fra una scelta di maturità, responsabile, e una scelta semplice, di comodo.

Qualche apertura ultimamente il M5S in Parlamento la sta palesando: lo si è visto per le scelte in sede di CSM e Corte Costituzionale. Ora è davvero giunto il momento di fare lo stesso per la presidenza della Repubblica. Basta caciara e accuse sbraitanti: eleggete tutti assieme il presidente della Repubblica. E che sia il migliore possibile.

Grillo: ti stai giocando tanti consensi, tanti voti, e quindi tanti accessi al blog. Sì: mi hai capito. 

Lo sappiamo tutti che Renzi, Alfano e Berlusconi non sono affidabili se lasciati da soli a decidere. E allora, caro M5S, mostraci lungimiranza e capacità, altrimenti sei fritto: scapperanno in tanti, sempre di più.

E, guarda caso, in mezzo c'è il paese, allo sbando. Vedete voi.