sabato 19 aprile 2014

Vi consiglio un Libro


Ciao a tutti. In un paio di occasioni in questo blog ho parlato di musica, raccontandovi qualche box o album che mi era piaciuto o che era importante per me. La musica è un qualcosa che accompagna quotidianamente la mia vita e la rende più bella. Lo stesso vale per la lettura: non riesco a stare senza un libro seduto nel comodino a farmi compagnia, è più forte di me. Se c'è un modo stimolante per viaggiare e vedere il mondo in maniera sedentaria senza stare seduti davanti al pc a navigare fra siti web, esso è la lettura

Oggi voglio parlare di un libro, al momento reperibile solo come e-book (quindi non in cartaceo - fra l'altro costa meno di 2€). Lo faccio perché sono stato letteralmente folgorato da esso, e dalla bravura dell'autore: Luca Pretti, sardo, un algherese di origine nuorese.

Il Libro si intitola "I quaderni di Don Michè", ed è un racconto in prima persona che parte dalla tragedia familiare che sconvolge la vita di un uomo comune e procede speditamente mentre essa si trasforma, arrivando a far incontrare al protagonista tanta di quella umanità che scalda il cuore ma anche una grossa fetta di quella pessima che lo raffredda e lo spegne.  Del resto la vita ci mette di fornte a questi due tipi di persone.

E' privilegiato il racconto nella descrizione, e soprattutto l'introspezione rispetto ai dialoghi, e questo è in perfetta sintonia con il vissuto del protagonista (lo capirete leggendo). Suoni, colori, profumi, stati d'animo... tutto è tratteggiato con attenzione. Gli attori di questa vicenda sono persone tratteggiate con estrema cura, molto reali (al punto che mi sono chiesto se il libro è stato scritto con l'ispirazione di una storia vera) e l'agire di questi protagonisti è incastrato a puntino in una storia che ha molti colpi di scena e procede spedita, trattenendo chi legge col naso sul lettore. A me è successo così. Non riuscivo a staccarmi dalla lettura.

Ho letto questo libro nel mio smartphone, dopo aver scaricato gratuitamente l'app Kindle. Lo stesso si può fare scaricando la stessa app nei pc col sistema operativo Windows 8. Ma anche e soprattutto chi ha un lettore Kindle o un comune ebook reader (come i Kobo, per esempio), può leggere questo lungo racconto. Esiste in entrambi i formati: kindle e epub. Spero che presto esca in cartaceo.

Passo la mia vita leggendo libri, e in questo 2014 "I quaderni di Don Michè" rappresenta il mio migliore acquisto. Fateci un pensierino, merita. E se il 25 aprile siete ad Alghero, andate alla Torre di San Giovanni: c'è un incontro con l'autore.



venerdì 18 aprile 2014

L'iter sul 416-ter: il M5S aveva votato a favore! Ecco com'è andata


Premessa:

Antonio Di Pietro: "In merito al reato di voto di scambio posso dire che, se avessi potuto scrivere io il testo, certamente non avrei ridotto la pena. Al di là di questo, però, non ritengo che sia corretto affermare, solo per fini elettorali e propagandistici, che la norma sia sbagliata tout court. A tale proposito basta riflettere su un punto: prima, il reato di voto di scambio era previsto solo quando vi era in cambio la corresponsione di una somma di denaro. Ora, invece, è previsto il reato anche quando vi è la sola promessa di denaro. É stato fatto, quindi, un importante passo in avanti. Per questo dico che bisogna fare attenzione a denigrare l’introduzione di questo reato, affermando che non è stato fatto niente. Infatti è importante che ora esista questa norma in quanto, quella precedente, il 416 ter, nell’arco di dieci anni era stato possibile applicarla raramente. Inoltre dato che ci stiamo avviando verso una nuova tornata elettorale, e visto che alcuni con molta probabilità si attrezzeranno per comprare i voti, è ancora più importante che ci sia una norma, applicabile da subito, che regoli la materia."
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Altro post interessante di Favia che, atti parlamentari alla mano, ricostruisce l'iter formativo della disciplina del 416-ter. Con la sorpresa che il famoso 4-10 era stato votato anche dal M5S, che poi ha scatenato gazzarra a fini propagandistici. Buona lettura. Ah, Favia intanto ha ricevuto una sorpresa... e questi vogliono fare la morale agli altri. Infine: dedica speciale a Travaglio & Co. i quali si segnano sempre tutto (così dicono) ma guarda caso hanno dimenticato queste date e queste votazioni del M5S, partecipando solo alla gazzarra finale.



Voto di scambio: 416ter e gli opportunisti 5 stelle


di Giovanni Favia

Da qualche giorno l’M5s è sulle barricate (dorate) per bloccare un vergognoso regalo che la casta, come già con le banche (semi bufala) vuole fare alla mafia. Il tutto condito con Berlusconi che incontra Napolitano, l’ombra del massone Verdini e la loro solita epica del complotto e dell’indignazione. Lord Blog ha quindi mobilitato due milioni di utenti che capendo poco o niente della questione hanno fatto influencing e inondato le mail di alcuni parlamentari Pd, tra cui Lumia e Casson, due persone che si sono sempre battute contro criminalità e malaffare di cui la prima sotto scorta. Lo scandalo macroscopico pro mafia? Il reato votato prevede pene ridicole secondo i 5s, ridotte dai 4 ai 10 anni su preciso input esterno. Detta così come non reagire?

Ma la storia è diversa e seguendo la diretta del Senato ho avuto un conato di vomito dalla diarrea di retorica. Ma vediamo i fatti.

1. In Italia manca una norma seria per contrastare lo scambio politico mafioso. Quel po’ che si trova nell’ormai rottamato 416ter lo dobbiamo a Giovanni Falcone.

2. Per vent’anni nessun parlamento ha mai fatto nulla. Nel 2013 sotto elezioni LiberaGruppo Abele decidono di attivarsi e lanciano la campagna “riparte il futuro” raccogliendo 470.000 firme per riscrivere il 416ter. Molti parlamentari all’epoca candidati aderiscono all’iniziativa. Inciso: il M5s che oggi scopre l’importanza vitale della questione, nei venti punti del programma  non gli aveva dedicato nemmeno una riga.

3. Le associazioni dopo le elezioni iniziano un lavoro assiduo con i parlamentari che avevano aderito alla campagna per riformulare il testo dell’articolo.

4. Il testo viene steso ed arriva in discussione (1) alla commissione della Camera. Il M5s ha tutto il tempo per dibattere, studiare e capire se è scritto bene o male. Lo licenzia per la discussione (2) in Aula. Il testo prevede pene dai 4 ai 10 anni (quelle che oggi sarebbero l’oggetto dello scandalo e di un accordo sottobanco). Viene votato all’unanimità e col sostegno convinto del M5s.  E’ luglio 2013: 503 favorevoli su 503 presenti.

5. Il 20 dicembre il testo arriva in discussione (3) in commissione al Senato dove il Pd con l’appoggio di M5S e Sel si fa del male da solo (da qui infatti si origina tutto) presentando un emendamento che alza le pene a 7-12 anni invece di 4-12. L’errore di Casson e colleghi sta nel dimenticarsi ad esempio che la Commissione Garofoli, di cui faceva parte anche il procuratore antimafia Gratteri, nella sua relazione (cap 6 pag 120) spiegava chiaramente che la sanzione per un 416ter dovesse essere inferiore a quella del 416bis (il reato di associazione mafiosa che prevede appunto pene di 7-12 anni ma che però Pd-M5S-Sel non hanno modificato). Questa differenziazione risponde ad un giusto principio costituzionale che prevede pene diverse in relazione alla diversa gravità dei reati. Il testo arriva nell’Aula del Senato per un’altra (forza che siamo ancora all’inizio) discussione (4). Viene approvato emendato con pena 7-12 anni.

6. Il 12 febbraio 2014 il nuovo testo torna alla Commissione della Camera per un’altra discussione (5). La Commissione si accorge che l’innalzamento di pena voluto al Senato è sbagliato perché sproporzionato e non in armonia con il resto delle pene del Codice Penale in tema di mafia. E mettere mano al Codice è sempre cosa delicata, non da slogan di campagna elettorale. Nessun complotto, nessun Verdini piduista, nessun incontro Berlusconi Napolitano. Mi raccomando seguite sempre le date. Qui viene il bello.

In Commissione il deputato M5S Colletti come prova questo documento parlando a nome del M5S non si oppone alla riduzione delle pene, anzi comprende la fondatezza giuridica dei rilievi anche sulla scarsa tipizzazione del reato (altra cosa su cui oggi fanno polemica). Infatti sono gli esponenti dell’associazione nazionale magistrati a chiedere che la norma venga modificata specificando meglio il fatto del reato altrimenti, dando per buona la versione del Senato il rischio sarebbero tante inchieste e poche condanne. Fin qui siamo alla buona fede, il rappresentante 5s dei cittadini sta infatti votando secondo la propria coscienza e non fa sceneggiate. Poi succede che il testo viene licenziato dalla Commissione e che qualche sito online inizia a rilanciare il tema della riduzione della pena come una porcheria. Infatti si presta benissimo ad essere strumentalizzato. Perdere un’occasione del genere per fare populismo? Non scherziamo. Qui l’M5s si trova servita una torta già fatta. Piatto ricco mi ci ficco. Ne intravede tutto il potenziale per stimolare il marketing dell’indignazione popolare.

7. Il 3 aprile il testo arriva in aula alla Camera per l’ennesima discussione (6). Parliamo di un articolo di 3 righe, non di una legge strutturata. l’M5S intanto ha già imbracciato i mitra, urlando che la legge (stanno parlando di ciò che loro  stessi qualche mese prima avevano con entusiasmo sostenuto e votato tal quale e non gli può essere sfuggito nulla, sono tre righe) è in realtà un vergognoso ed indecente regalo alla mafia. Che la modifica in commissione, prima ritenuta fondata da loro stessi, è originata dal “governo delle larghe intese sulla mafia” e dal disegno criminale di Verdini-Renzi. Keep calm. Siamo alla terza lettura e alla sesta discussione ma non è finita. Comincia lo show. Prima Nuti (M5S) poi non ci crederete proprio lui, Colletti “Giano-bifronte” fa un carpiato di 360 gradi e interviene dichiarando senza pudore “…dovremmo cambiare il titolo del ddl e chiamarlo ‘Voto di scambio politico elettorale tra Renzi, Verdini e Berlusconi’” E vi risparmio il resto. E’ un classico. In Commissione dove si lavora veramente, restano cheti o fanno spesso per impreparazione, scena muta (mi viene detto da degli ex). In Aula al Senato o a Montecitorio partono invece col teatro a favore di Youtube, perché la loro folla li possa adorare condividere e retwittare. E’ uno sport ormai. Come mai non fanno una battaglia per la diretta dei lavori della Commissioni? Ma questo è un’altro articolo.

Poi si arriva ai giorni recenti con la mediocre pagliacciata al Senato, e poi la bagarre alla Camera alla votazione che approva il testo. L’allarmismo diffuso attraverso tutte le trasmissioni Tv in cui urlano paonazzi che con quelle pene i politici condannati non prenderebbero l’interdizione dai pubblici uffici (idiota esiste comunque la legge Severino che sospende i condannati dalle cariche pubbliche) che gli anni di carcere sarebbero pochi (furbetto non racconti che la pena del 416ter si può cumulare con il 416bis quindi anche ventidueanni) che Falcone si starà rivoltando nella tomba perché nella sua norma la pena era più alta e che è diminuita del 40% (sveglia! era un reato diverso, qui si colpisce anche solo la promessa non l’avvenuto scambio di favori) oppure: “Anche Emiliano del Pd ha confessato a La7 l’inciucio!!” (si ma Emiliano quando vi fa comodo è l’oracolo di Delfi? Non è parlamentare e mi pare facesse un ragionamento di apertura al dialogo evidenziando la difficoltà generale di trovare accordi con la destra).

Diciamo anche che Roberti (procuratore nazionale antimafia da sempre in prima linea e per nulla tenero con Renzi), Cantone (anticorruzione), Don Ciotti, Libera e la stragrande maggioranza delle personalità e delle associazioni operanti nel settore sono entusiasti di questa norma che finalmente arriva come un duro colpo agli intrecci tra politica e mafia, fino ad oggi non sanzionabili. E parliamo di persone che la mafia la combattono non a parole o per prendere voti (giocando sull’ignoranza dei cittadini), ma ogni giorno e con i fatti. I 5 stelle spesso citano Gratteri come un esponente autorevole schierato dalla loro parte contro questo 416ter. Sono in malafede, è falso.

Gratteri non ha parlato negativamente della norma, anzi ha detto che è un importante passo davanti. Ha solo evidenziato una criticità che condivido pienamente anch’io: rimodulare ed alzare tutte le sanzioni per i reati di mafia, a cominciare dal 416 bis perché i mafiosi non sono spaventati da pene di breve durata. Questo però, per il principio costituzionale della proporzionalità è sbagliato farlo intervenendo solo sul 416ter, senza un’armonizzazione generale e ponderata delle pene per mafia. “Ma hai letto cosa ha scritto Ingroia!” Aggiungono. Si l’ho letto, ma Antonio con cui avevo già parlato è il primo a ribadire come questa del M5s sia una pagliacciata per fare “campagnetta elettorale” (ormai è permanente). Un conto poi è avere un’opinione personale che può essere giusta o sbagliata, un altro manipolare i fatti e far credere che si sia gli unici difensori dell’antimafia o che con questa legge si facciano regali ai politici collusi, quando la stessa legge in prima lettura la si è votata. Quanto meno moderate i toni altrimenti fate come il Pdl quando se la prende con il Fiscal Compact.

Ho scritto tutto questo per quei due milioni di cittadini che in buona fede hanno fatto mailbombing ai parlamentari. Capite cosa può provocare una suggestione di massa ben instradata? Avete il diritto di sapere come in realtà sono andata le cose. Libera ha dichiarato testualmente “Il vero regalo che si farebbe oggi a mafiosi e politici collusi sarebbe la mancata approvazione della riforma prima della prossima campagna elettorale”. Urlare al golpe della ghigliottina quando si fa dolosamente ostruzionismo mentre c’è l’urgenza di votare e quando un articolo di tre righe è stato discusso tra commissione ed aula otto volte e nel corso di ben 400 giorni, è ridicolo e strumentale.

E’ legittimo politicamente sostenere una pena più alta uguale a quella di un capomafia. Come è altrettanto legittimo e di buon senso, avere la convinzione che pur essendo gravissima, la condotta del politico che promette favori al mafioso sia una condotta differente da quella di chi la mafia la fa e la comanda. Basta non prendere in giro i cittadini gettando fango con accuse pesanti su una legge importante e nata dal basso, come se la stessa fosse un regalo alle cosche.

Ieri al Tg ho sentito Grillo dire in conferenza “Chi gli ha telefonato, Totò Riina?” Parlando dei parlamentari che hanno votato la legge. Siamo a quel livello. C’è chi per un voto in più venderebbe anche sua madre. Come partitocrazia insegna, vecchia e nuova, la menzogna è diventata garanzia di successo per il politico e la manipolazione dei fatti la sua prima occupazione. Informatevi in rete possibilmente andando oltre le prime due pagine di ricerca di Google. Non prendete per oro colato quello che leggete sul Sacro Blog. Non credete nemmeno a me ma verificate di persona. Vogliono la vostra obbedienza, la vostra fedeltà, il vostro voto. Non la vostra libertà.

giovedì 17 aprile 2014

Giulio Cavalli e Libera sul 416-ter (ma anche il mio pensiero)


Tanto, troppo casino e disinformazione su questo importante passo del nostro Parlamento. Da una parte i giornali di padron Silvio, a osannare la normativa; dall'altra Repubblica e l'Espresso, a fare l'applauso pur con qualche critica (perché l'abbassamento del minimo e massimo edittale?), dall'altra ancora il Fatto Quotidiano, che critica l'abbassamento delle pene (un favore ai politici collusi, è evidente) dal minimo di 7 al massimo di 12 diventa da 4 a 10, ma scorda la migliorata armonia della nuova disciplina, che permette e facilita il cumulo delle pene (quindi una buona indagine condotta dalla Giustizia porta a pene esemplari, anche a danno dell'eventuale politico "amico" di turno) e quasi tace dell'inserimento della dizione "altra utilità", che amplia  dismisura la possibilità di pizzicare chi fa affari con la Mafia.

Dico la mia: questa modifica normativa (che ad alcuni magistrati impegnati nella lotta contro quella feccia della mafia piace, e ad altri no) ha più lati positivi che negativi. Ma per mettere tutto a posto basta solo che nelle votazioni di oggi si ritorni al 7-12 rispetto al 4-10 che si vuole novellare. Se ciò sarà fatto, siamo sicuri che Travaglio prima e Scanzi poi troveranno comunque qualcosa per dare addosso a chi non è 5stelle. Lo ripeto: ottimo l'inserimento della dizione "altra utilità", ottima la possibilità di cumulare facilmente le pene (col "combinato disposto" dei vari articoli) e quindi andare ben sopra i 7-12; non buona invece l'idea, nell'ipotesi dell'applicazione del solo 416-ter, che ci sia questo abbassamento del massimo e minimo edittale. E ho detto tutto. Anzi no.

Troppa mondezza sulla vicenda. Tanta disinformazione: perché il Fatto Quotidiano si è allineato a Repubblica (che tanto critica) mettendosi anch'esso a dare il minimo di informazione sulla vicenda? Perché non si vede più la pubblicazione dei due testi normativi (quello in vigore e la sua modifica) uno fianco all'altro in modo che la gente possa farsi la PROPRIA idea? Perché citare, caro Travaglio & Co. soltanto quei magistrati o costituzionalisti che la pensano come piace a te/voi e non anche gli altri? Non vi vergognate, Travaglio & Co.? Siete scese allo stesso livello di chi criticate: Repubblica e gli altri quotidiani. Vi faccio un applauso schifato.

Ma vediamo come andrà a finire.


Libera sul 416-ter

 

senato_2013


Cosa pensa Libera del nuovo 416-ter:

L’approvazione al Senato della modifica del 416ter contiene una buona notizia e un errore da correggere: la buona notizia è l’inserimento, dopo un iter tormentato, delle due parole “altra utilità”, che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso, finora limitato all’erogazione di denaro. Una riforma sostenuta da oltre 475mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Grazie a queste due parole si potrà contrastare in maniera più efficace il “mercato dei voti”, venduti e comprati in cambio di favori, a partire dalle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative.
L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena.
Si tratta comunqe solo di un primo passo, anche se importante, e di un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani. E’ necessario a questo punto, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, la disciplina sulla prescrizione, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale) per rendere il nostro Paese una comunità dove l’interesse economico coincida finalmente con l’interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti.

Ufficio di Presidenza Libera

venerdì 11 aprile 2014

Dell'Utri latitante e Berlusconi "affidato"


E' un piacere oggi leggere i giornali su Dell'Utri e Berlusconi, due fra i padri fondatori di Forza Maf.... oh, scusate: Forza Italia. 

Il senatore ha sentito puzza di galera e se n'è scappato all'estero. Ci dicono che qualche giorno fa era in Libano. Andrà forse a Santo Domingo dove un anno fa sembrava fossero confluiti tanti soldini, oppure ha un'altra sede in cui spendere i suoi giorni di latitanza? Condanne e controcondanne a pioggia, e il referente della Mafia (così lo definiscono le sentenze) scappa. Scappa come Bettino Craxi, morto latitante ad Hammamet, e si rende latitante anche lui. Ecco il "rispetto" per la Legge e le sentenze. L'Ordine di Cattura è scattato, ma un pelino in ritardo. E ovviamente c'è già la presa in giro tramite l'ANSA: "Mi sto curando". Certo, come no...

La mia più forte speranza è che venga trovato, ovunque abbia provato a nascondersi in barba al nostro Ordinamento Giuridico, e venga condotto in manette nel peggior carcere d'Italia, per essere trattato come vengono trattati i pedofili o gli uxoricidi (c'è una specie di codice d'onore nelle carceri, come sappiamo, in riferimento a questi crimini).

In galera, lo voglio in galera, così potrò stappare lo spumante con maggiore gaudio. E a proposito di spumante da stappare... passiamo a Berlusconi.

L'amico di Dell'Utri è stato affidato ai servizi sociali, ma l'affidamento potrà essere revocato se Berlusconi "diffamerà ancora i giudici". Ehm, scusate... ma non è quello che è già successo in innumerevoli occasioni? Sua Emittenza ha sempre colto ogni occasione per affondare la lama sulla spaccatura ch'egli ha creato nella nostra società, e ha diffamato i magistrati. Ma il Procuratore Generale non ne tiene conto.

Affidamento. Una persona come Berlusconi in affidamento? Ma stiamo scherzando? Una vera presa in giro al nostro Stato di Diritto. Al proposito annoto che da tempo sono spariti dai TG e dai giornali (quasi tutti) i suoi colletti bianchi (Ghedini su tutti, anche lui alle prese con un procedimento giudiziario a carico), e questo francamente mi fa piacere: è bello poter pranzare o cenare senza che ti passi l'appetito.

Io non so se i nodi verranno tutti al pettine. Berlusconi ha ancora una bel numero di procedimenti a sua carico e Dell'Utri ora è in viaggio. Se ci fosse un'entità superiore che davvero vuol bene al mondo e a ciò che è giusto, potrebbe prendere un paio di decisioni ad hoc, non trovate?

Scusate lo sfogo.


venerdì 4 aprile 2014

Due post di Favia (nel mentre che Renzi non fa quasi niente)


Massacrato da tutti perché così aveva consigliato il kaiser, non è pakato dal pidimenoelle anzi lo combatte, e rende davvero larga parte del compenso, invece di fare restitusciondéi cui non seguono versamenti.

Riflessione rapida prima di lasciarvi ai due post: queste riforme "una al mese" promesse da Renzi dove sono? Doveva sconfiggere anche Vega, la fillossera e l'imperatore di Guerre Stellari.... ma non si è visto niente.



M5S, l’onestà intellettuale andrà di moda

 
di Giovanni Favia

P.s. anticipato e dedicato agli intellettuali che urleranno “venduto! il Pd ti aspetta! Chi ti Paka!”. Caro intellettuale, leggi il mio sito, segui commissioni e consiglio regionale e vedrai con che abnegazione e intransigenza combatto il Pd. Gli faccio le pulci su ogni cosa continuando a rinunciare ai privilegi e ai grassi guadagni della casta. Ma se il premier (o lo stesso Errani) fa qualcosa che auspico da anni, utile a rinnovare il paese, chapeau. Dare contro per partito preso è solo un’azione ideologica. Gridare sempre al lupo al lupo alla lunga logora e rafforza l’avversario.

Tutti vogliono il “cambiamento”, salvo poi massacrare per speculazione politica chi prova a farlo. Gran parte delle critiche alle riforme di Renzi sono falsità gigantesche, dolose. Non tutte le accuse sono infondate, specie su legge elettorale e competenze del Senato federale. Ma se le leggi per mancanza di alternativa si devono scrivere con Berlusconi è probabile che il prodotto sia un mediocre compromesso al ribasso. L’antirenzismo, professione speculare al renzismo e allo stesso modo diffusa, rischia di avvicinare ancora di più le persone a RenziSe più italiani andassero oltre un “condividi” su Facebook ci risparmieremmo la fatica di smentire delle balle, che è sempre più difficile del raccontarle. Ormai la balla è virale, va di moda. Più è grossa, più viene accettata.

1) Si creano 25mila nuove poltrone. Falso o meglio, manipolatorio che è peggio. Oggi la rappresentanza nei piccoli comuni è limitata. Pensate che una lista civica di cittadini magari l’unica contro la cementificazione ed il malaffare, con il12% resta fuori dal consiglio comunale. Chiunque abbia un minimo di cultura politica sa che i consiglieri dei piccoli comuni sono quasi dei volontari. Non hanno gettoni ma rimborsi per un importo medio di 30 euro al mese. Scandalo. In realtà nemmeno quel piccolo aumento esiste, perché se qualcuno leggesse il decreto si accorgerebbe che l’incremento non varia la spesa. Il ddl porta finalmente più democrazia senza far spendere un euro in più alla collettività. Chi l’ha scritto sarebbe da lodare per questa iniziativa, non da infangare con balle.

2) Per 100 auto blu vendute, Renzi ne riacquista 1300 o giù di lì. Falso. Renzi non ha richiesto o sottoscritto nessun acquisto di auto blu. Basta anche qui leggere il bando Consip e notare che:
- Non sono auto blu ma auto blindate indirizzate alle istituzioni incaricate di tutelare l’ordine e la sicurezza. Magari destinate a qualche pm minacciato dalla mafia.
- Il bando è stato fatto da Consip durante il governo Letta, Renzi non centra nulla.
- Il bando non prevede l’acquisto, ma la stipula di una convenzione, affinché l’istituzione che necessità di un’auto blindata centralizzi l’acquisto e risparmi. Cosa buona.
- Non vi è nessun vincolo d’acquisto, ma la sola possibilità e non è rivolta ai ministeri. Renzi ha fatto bene a vendere le auto blu. Su ditelo, non è così difficile. Poi starete meglio.

3) Questione morale. Via i sottosegretari indagati. Vero ma manca una parte. Nessuno tra i moralizzatori ha chiesto le dimissioni del capogruppo in Piemonte del M5s Davide Bono quando era indagato. Perché nel codice etico del M5s si chiedono le dimissioni solo in caso di condanna e non di rinvio a giudizio? Coerenza. Si dovrebbe valutare l’opportunità politica e la portata dei fatti indipendentemente dalle carte bollate delle procure. Ha ragione la Boschi.

4) Legge elettorale: è una schifezza. Vero. Anzi verissimo. Ma lo scandalo non è nel premio di maggioranza ma nello sbarramento (8% se vai da solo). Nessuno ha occupato i banchi del governo per questa porcheria che farà aumentare l’astensione. Milioni di voti non avranno rappresentanza. Nemmeno in Uganda. Fa comodo al tripartito Pd-Fi-M5S che nelle stanze romane si è ormai ben radicato.

5)Il bicameralismo paritario ha bloccato leggi porcata. Ridicolo e omissivo. Per qualche legge porcata bloccata quante ne sono comunque passate? Quante leggi buone invece si sono impantanate o quante nel loro lungo iter sono state stravolte e snaturate? Se una camera fa leggi penose bisogna mandare a casa i legislatori, punto. Pensate se in un’azienda due Cda dovessero discutere le stesse deliberazioni ogni volta rimandandole indietro. L’azienda sarebbe paralizzata.

6) Sindaci e consiglieri/presidenti regionali hanno altro da fare. Vero ma di fatto si occupano già di governo nazionale attraverso Anci e conferenza Stato Regioni. Si istituzionalizzerebbe questo rapporto sullo stile del Bundesrat tedesco (Germania). Inoltre, essendo amministratori locali, sarebbero a differenza degli attuali senatori dei politici eletti dal popolo col sistema delle preferenze o del voto diretto. Il problema è che la casta, quella nuova e quella vecchia è attaccata alla sedia come le cozze. Capisco che avere la diaria con cui pagare colf, babysitter, vestiti, ristoranti di lusso, piaccia come d’altronde il microfono sotto la bocca e l’improvvisa fama. Molti di questi sono in Senato avendo vinto “Win for life” con una manciata di voti di amici e parenti. Li capisco. Ma cari senatori, vecchi e nuovi, fatevene una ragione dovete andare a casa. Da Gasparri alla Taverna. Punto, finita la vacanza.

7) C’è il rischio di una deriva autoritaria. Ecco questa, se detta da un 5 stelle è da lasciare senza commento. E’ infatti noto che Grillo e Casaleggio sono due ragionevoli e rispettosi democratici. Soprattutto amanti della costituzione e delle sue istituzioni.

La verità è una. Grillo doveva mandare a casa tutti (che non si capisce bene che progetto politico sia). E’ invece finito a tentare di mandare a casa solo parte dei suoi. Il suo risultato parlamentare non ha eliminato i parlamentari del Pd o del Pdl, ma quelli di forze minori e indipendenti. Ora arriva Renzi e manda a casa con due slide mezza casta. Allarme cosa fare? Automatico: lanciare l’ennesima campagna d’insulti dal sacro blog e fare comunque i bastian contrari. Generare una serie di balle suggestive ed armare i talebani. Tanto i follower, credono e si informano con le fonti che gli si propinano. E via con le balle replicate stile robot. Non spegnete il cervello: è quello che vogliono.


Abolizione del Senato, la svolta autoritaria e il Grillo opportunista

 
di Giovanni Favia

Mago Belino e Lord Blog hanno deciso senza consultare nessuno che l’M5s sosterrà l’appello di Libertà e giustizia denominato “la svolta autoritaria”. Lo spirito di adesione del bi-leader all’iniziativa è lo stesso del torero che sottoscrive una campagna contro la violenza sugli animali. Grillo è il leader politico più autoritario ed allergico al dissenso d’Italia.

Anche la sua preoccupazione sul destino della Carta è strumentale ed ipocrita. Più volte l’ha attaccata definendola un “copione scritto dai partiti stessi” (in sfregio alla memoria dei padri costituenti) “blindata” e “quasi impossibile modificarla” in riferimento all’art 138. Salvo poi, quando il governo Letta voleva modificare lo stesso art. 138, gridare al golpe ed occupare i tetti della camera. L’ha accusata di essere causa, insieme ai media ed al finanziamento pubblico ai partiti, dell’attuale “dittatura” e le voleva dedicare persino un vaffanculo day, finalizzato ad una nuova stesura della stessa aprendola ad un confuso ed imprevedibile concetto di democrazia diretta. Dicasi stravolgerla completamente. Il bi-leader non ama per nulla la costituzione. E’ capace di cavalcare e montarsi qualsiasi cosa, purché sia funzionale a delegittimare gli avversari e a tirar su consensi.

Grillo è una minaccia alla nostra Costituzione, almeno quanto chi vuole superare il bicameralismo perfetto, eccezione per cui siamo unici al mondo. Fa più paura chi vuole rompere con lo sdoppiamento dei lavori parlamentari o chi vuole abrogare l’articolo 67, base di qualsiasi democrazia liberale?

Pensate che sia esagerato considerarlo una minaccia? Delira di una democrazia senza partiti ed il suo marketing politico, in un paese così confuso e in crisi, senza più vere culture politiche di riferimento buca terribilmente. Specie dopo aver invaso i talk show sempre pronti a genuflettersi in nome dell’audience.

M5s è il secondo partito italiano, ha un finto statuto depositato al viminale che è carta straccia. Grillo può direzionare il “movimento” come vuole, ne è padrone assoluto nonché titolare del consenso popolare e degli asset strategici quali dati sensibili, brand, sistemi di voto e dell’unica piattaforma comunicativa. Domani lo sarà anche degli assistenti parlamentari, che per nuovo regolamento, insieme al gruppo comunicazione, saranno tutti nominati dal socio in affari Casaleggio. E in un paese dove la politica è diventata comunicazione, chi controlla la comunicazione detta la linea politica. Ormai può permettersi qualsiasi cosa senza colpo ferire, non incarna più una speranza, ma una fede.

Gioca tutte le sue carte sull’emotività promuovendo l’irrazionalità e l’assenza di un pensiero critico ed analitico. Parli di presidenzialismo? Golpe! Il premier è stato eletto dal Parlamento e non dai cittadini? Golpe! Rintronati dal blog ignorano che il presidenzialismo è proprio la scelta diretta del premier attraverso il voto dei cittadini. Delle due l’una. L’Italia che piaccia o no è una Repubblica parlamentare ed i governi si fanno a Roma, non col voto. Lord Blog lo sa, infatti il M5s è stata l’unica forza politica nel 2013 che ha chiesto il voto senza dichiarare, nel caso di vittoria, chi avrebbe fatto il premier (colmando furbescamente un loro evidente vuoto). Vera trasparenza verso gli elettori e grande coerenza. Gioca con l’incultura del suo popolo che da una parte strumentalmente difende la Costituzione, dall’altra inconsapevolmente lavora per stravolgerla.

Chissà se se ne renderanno conto gli insigni giuristi. Il tempo, come sempre, sarà giudice.