giovedì 27 febbraio 2014

Epurazioni dei non allineati e barbarie diffuse


Avevano tirato troppo la corda, e sono stati cacciati, cacciati in maniera disonesta. Orellana (ricorderete che era il candidato del M5S alla presidenza del Senato un anno fa) e gli altri tre senatori sono stati presi a calci su commissione. Francamente me l'aspettavo, da tempo. Orellana & co. erano stati i primi ad essere critici col modo di fare dei caporioni del movimento, e non alludo solo a Grillo - che ci mette la faccia - e Casaleggio - che resta nell'ombra - ma mi riferisco anche a Claudio Messora, Fico, Di Maio e Di Battista, e cioé i più allineati e talebani soldatini del Padrone del Marchio.

Messora, silenzioso come un sicario-spia (o meglio: silenzioso come Casaleggio) è stato criticato tante volte, da tanti pentastellati, e per motivi diversi. Leggo sempre online soprattutto nei social network dei diretti interessati: là si trovano tante cose (anche mondezza). Anzitutto quel suo dare "consigli" e "dettare la linea" (queste le prime accuse) avevano infastidito in questi mesi più di un parlamentare pentastellato. E i quattro freschi di epurazione sono stati fra quelli. "Messora stia al suo posto" e critiche del genere sono state fatte arrivare anche a Casaleggio, il quale perennemente muto ha tirato dritto. Altra critica: le videocamere sempre accese a registrare le riunioni interne al movimento, mandandone pochissime in streaming (e quindi alla faccia della "trasparenza", che si attua solo quando fa comodo). Lo stesso streaming dell'ultima riunione pro/contro-epurazione puzza... avete letto? Lo streaming è saltato frequentemente proprio quando avevano il microfono in mano quelli che hanno provato a salvare i quattro senatori. Più d'uno si è lamentato all'interno del movimento, chissà perché.

L'atteggiamento dei più fidi è stato criticato. I vari Di Battista, Fico, Di Maio ecc. spesso hanno parlato ai microfoni a nome del movimento dicendo cose non concordate prima in riunione, che hanno infastidito più di un paralmentare grillino. Chi si è lamentato di questo? Più di uno, e fra loro chissà chi, vero?

Parliamo della mondezza. Si è letta l'accusa che Orellana & co. hanno cercato la visibilità giornalistica e televisiva, quando essa invece era quasi tutta per Di Battista, Di Maio e pochi altri (i pochi eletti, una ventina circa, che avevano seguito un corso formativo voluto da Casaleggio). Si è letto che la loro rendicontazione non sarebbe corretta. Poi basta andare sul sito apposito per vedere il contrario, e scopri anche che ci sono "cittadini" nel movimento che non rendicontano più niente da ottobre dell'anno scorso! Lo stesso non si può dire invece per gli accusati.

Ma per non stare a raccogliere tutta la spazzatura pubblicata da cani rabbiosi, con le accuse di azzoppare l'attività del movimento in primis (andate a vedere quanto hanno lavorato invece quei quattro non solo come senatori ma come componenti delle commissioni parlamentari e vedrete l'esatto contrario), basta leggere il post di Grillo... con l'accusa che "si terranno ventimila euro" (falsa), che la base a livello locale li ha ufficialmente sfiduciati (falso: sarebbero stati alcuni parenti di parlamentari allineati a fare questo - così dicono in difesa i quattro - con post nei siti locali apparsi e poi spariti, nessuna votazione ufficiale insomma), ma soprattutto con la grande porcheria di non aver concesso ai quattro il diritto di replica nello stesso post che lanciava la votazione/epurazione, e l'altra altrettanto grande porcheria di dire cosa sarebbe stato bene votare. Insomma: li volevano fare fuori, e hanno atteso l'occasione giusta.

"Meglio pochi ma uniti e coesi"... de 'sticaxxi. Ma non voleva il 51%? Ah, sì: di marionette.

Leggevo oggi Scanzi e Travaglio: bacchettata affettuosa e ricerca della giustificazione, come al solito. Nessuno dei due ha avuto l'onestà intellettuale di ricostruire oggettivamente le cose, di sentire i diretti interessati, guai! Bisogna trovarle da sé, anche col Fatto in mano o nel pc davanti al naso purtroppo non ci si riesce. Ecco a cosa è arrivato un quotidiano che conta i peli nel c....lo a tutti (altri quotidiani compresi) e quando parla del movimento e soprattutto dei suoi due padroni sta ben attento a non rovinarne la considerazione dell'elettorato, perché in larga parte esso è lo stesso pubblico della rivista.

Ho avuto vari scambi di battute online. Una risposta frequente è stata: vai a vedere quanti ne sono stati epurati dal PD coi loro collegi di probiviri ecc. Anzitutto: come al solito si fa il paragone col PD, si massacra sempre il PD, quasi che Berlusconi, la Lega ecc. non fossero un male peggiore (quali sono); ma a Grillo piace così, quindi è stato fatto entrare bene in mente alla base (iscritti e simpatizzanti). Ho chiesto per riposta un elenco dei parlamentari del PD epurati dal partito in questa legislatura, e sapete cosa mi è stato sciorinato? Un elenco disordinato di nomi e situazioni che si riferiscono agli enti locali (dove fra l'altro anche il M5S ha operato con la stessa cattiva lena pro-Siberia), roba anche risalente nel tempo, per scoprire che alla prova dei fatti gli epurati in Parlamento sono molti meno che del movimento (altro discorso infatti è quello di chi se n'è andato spontaneamente). E poi la solita uscita del: "ma tu allora vuoi il PD al governo... inciucio...ecc", cui rispondo sempre allo stesso modo: "non ho MAI votato il PD, tu puoi dire lo stesso?" Lì stanno zitti tutti. Touché.

E poi gli insulti ai quatrro in tutta la rete: letti nel blog di Grillo (quindi da quelli che si sono registrati) ma anche nei social network... incredibile! Fino a poco fa osannati, ora ricoperti di ogni nefandezza! Santa coerenza. Ma del resto se insulta chi dovrebbe dare il buon esempio, che male c'è se insultiamo tutti? (il ragionamento è quello, poco da dire)

Adesso ci sono le defezioni di altri parlamentari grillini, in aperto contrasto con questi metodi da Prima Repubblica (+ Stalin-Lenin) operati da Grillo. Qualcuno tornerà a casa, qualcuno entrerà nel gruppo misto, forse altri creeranno un nuovo gruppo.

Quei quattro sono stati fatti fuori con la goccia che ha fatto traboccare il vaso che avevano criticato l'atteggiamento di Grillo nell'incontro con Renzi. Non li volevano più da tempo, ma soprattutto adesso non li vuole il Padrone del Marchio (guai criticarlo: lui ha sempre ragione)... a volte usare il proprio cervello non piace agli altri: è questa la verità. Beppe: spiegami quali disposizioni del vostro Regolamento, anzi: quali non-disposizioni del non-vostro non-regolamento, sono state violate. Già perché in tantissimi fra i tuoi iscritti e simpatizzanti stanno dicendo: nessuna.

E poi, questo va detto fuori dai denti (non è solo una riflessione mia, l'ho letto online scritto da tanti): "la rete ha deciso". 'Sto caxxo! Alcuni iscritti ad un blog privato hanno votato, e non "la rete ha deciso". Per dire "la rete" devi aprire le votazioni a tutti. Non prenderla in giro, l'utenza registrata del tuo sito e tutti gli altri che vi accedono (e trovano dappertutto e anche nella pagina del voto-epurazione banner pubblicitari che ti portano nelle tasche tanti bei soldi). Ma forse pensi che buona parte (non tutti, ho scritto: buona parte) di chi ti ha accordato fiducia sia fessa, anzi ne sono sicuro.

9 milioni di elettori un anno fa. Alle votazioni online partecipa sempre meno gente: prima votavano 60 mila persone registrate circa, ora appena più di 40 mila. 29 mila di queste ti hanno dato ragione? Ok. E i 13 mila che non sono d'accordo? Farai una nuova votazione per epurare anche loro? Lo sai dove vai a finire così? Al Caos interno: Casaleggio ti sta facendo mordere e poi mangiare la coda.

I parlamentari del M5S sono gli unici, in questo primo anno di legislatura, a meritare una sufficienza (anche se risicata) per come hanno operato in Parlamento, perché li mortifichi così? 

Credo sia il caso allora di organizzare un VAFFA-DAY dedicato a Te e Casaleggio. E magari anche una votazione per impedirivi di rovinare tutto quello che quei ragazzi stanno facendo in Parlamento, cacciandovi a calci nel sedere.

Ah, Pizzarotti ha appena scritto questo (leggete bene): "Allora lo dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori: dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita. Non ho capito che cosa è stato commesso, e se ciò che è stato commesso riguarda la violazione precisa del vostro regolamento. Ho verificato le restituzioni, e sono allineate con quelle degli altri senatori. Ho controllato l'attività di questi senatori su OpenParlamento, e oltre ad essere superiore alla maggioranza dei rappresentanti degli altri partiti, sono in linea con l'attività dei nostri altri rappresentanti. E' stata citata la sfiducia dei territori, ma senza documentare quali sono state le modalità delle deliberazioni, le motivazioni e i votanti."

Fate voi.  
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Aggiornamento 28.02: ecco come viene sbugiardato Grillo.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/02/28/espulsioni-m5s-meetup-di-palermo-mai-sfiduciato-campanella-e-bocchino-erano-piu/267885/

mercoledì 19 febbraio 2014

L'autogol alla Tafazzi di Grillo, che riabilita Renzi con 8' di Follia




Eccolo qui. Non l'ho visto in diretta perché non ero a casa, ma l'ho guardato adesso.

La base ha sorpreso Grillo, nonostante il suo "Noi non ci andremmo" quando chiedeva a loro se andare o no, e quindi gli ha chiesto di andarci a parlare con Renzi. L'avevano consigliato da tempo Scanzi e Travaglio, le cui parole interessano a tanti grillini più dei discorsi del padrone del marchio, evidentemente, e Grillo è dovuto andare. A che titolo sia andato proprio lui non è chiaro. Anzi... Tanti pentastellati avevano espresso rabbia e sdegno perché un pregiudicato e indagato (Berlusconi) stava andando alle consultazioni, ma mica hanno palesato lo stesso sdegno perché ci andava (fra l'altro per conto loro) un altro pregiudicato e indagato (Grillo). Ma sappiamo che a cercare pagliuzze ci sono buoni tutti.

"Quindi tu vuoi che continuino a governare pidielle e pidimenoelle?" Mi si scrive spesso, apllicando l'equazione che Grillo ha ben inserito nella testa di molti. Un caXXO, replico: io non li ho MAI votati, né il PD né il PDL. Quanti che oggi votano Grillo possono dire lo stesso, e per di più con la coscienza pulita?

Ok, andiamo avanti. Grillo doveva andare a sentire le proposte di Renzi e ovviamente dire la sua. In Democrazia si fa così, magari qualche punto in comune saltava fuori (e ce n'è). Ma ha interrotto subito Renzi e ha detto la sua, evitando accuratamente ogni tipo di confronto sui contenuti del programma che Renzi gli stava iniziando a presentare. Non è stato un Dialogo, ma un Monologo di Grillo, il quale ben avvezzo ai palchi con microfoni o megafoni in mano e gente adorante davanti, non è abituato a interloquire, anzi diciamo che non gli piace proprio. E ha avuto pure la strafottenza di dire "Io non sono democratico". Complimenti: vieni davanti a me che ti allungo un bel ceffone, fascista!

Nessun contenuto e solo tanti slogan. Attenzione: larga parte, larghissima parte delle critiche mosse più volte da parte di Grillo e del M5S a Renzi, "ka$tha" ecc. io la condivido; non perché le dice lui, il padrone del marchio, ma perché oggettivamente sono condivisibili, ok? Chiaro? CHIARO? Ma questo rifiuto di parlare, anzi interloquire, in uno scambio di opinioni a braccio fa schifo. A Grillo non interessa il dialogo perché può mostrare un dissenso: chi non la pensa come lui "fuori dai coglioni", alla gogna. Renzi nel calderone. Del resto io lo so bene, iscritto anni fa fra i primissimi al sito di Grillo e cacciato perché spesso ero non allineato. Io lo posso dire.

La base ti manda a parlare e tu sprechi questa occasione. Bella pensata!

Ma ancora... agghiacciante: la cosa forse più inquietante nello show andato in scena a Montecitorio è stata la risposta che Grillo ha dato ad una domanda di Alessandra Sardoni. Grillo ha spesso accusato Renzi di aver copiato una parte del programma del M5S, allora la Sardoni ha immediatamente chiesto se, nel caso in cui Renzi portasse queste idee copiate in Parlamento, il M5S le voterebbe. Grillo ha risposto senza esitazioni di no, sconfessando quanto detto dai suoi più di una volta davanti alle telecamere (l'ha fatto anche Di Maio ieri da Mentana in prima serata).

Scanzi (e anche Travaglio) dicono ironicamente e ben divertiti che tanti politici non fanno altro che dare assist a Grillo e al M5S, ma stavolta Grillo li ha superati e battuti con distacco. Oggi Grillo offre il fianco alle critiche, nessuna gratuita e tutte oggettivamente corrette, sul suo modo di fare. Chissà cosa scriveranno Scanzi e Travaglio di questo incontro (stravolgeranno tutto? li voglio proprio leggere). Strano... online non si legge ancora niente, soprattutto da Scanzi, che è sempre con un supporto multimediale davanti alle mani (inonda più lui la rete fra Facebook e Twitter di tanti "bimbiminkia"). "Prepariamo il popcorn", scriveva poco prima della diretta streaming Scanzi. A quanti sono andati di traverso questi popcorn? E Messora, l'inventa-complotti, ora che dirà? Come si arrampicherà sugli specchi? O recupererà un po' di Coscienza?

Democrazia? Sì... de 'sticaxxi.

IO non ho mai votato PD, soprattutto non ho mai votato né voterei Renzi. Grillo però è riuscito a riabilitarlo davvero per bene. Renzi esce super rafforzato da questo streaming allucinante. Sono certo che se si votasse oggi lo stacco fra PD e M5S sarebbe abissale. Renzi non mi piace, ma oggi Grillo è riuscito nel miracolo di farmi provare tenerezza per Renzi (è passata subito, per fortuna).

Grillo... Non poteva fare di peggio. Non poteva essere più sconveniente e controproducente. Grillo ha sbagliato tutto, oggi. Che schifo! Se penso a quei deputati e senatori del M5S che si stanno facendo un QLO così per creare qualcosa di buono per il paese, e vengono poi mortificati e ricoperti di tutto questo patetico schifo di riflesso a causa del padrone del marchio, mi fanno tenerezza anche loro.

Allontanate Grillo, Casaleggio e Messora, ragazzi, o vi tireranno nel loro baratro di odio, nero inchiostro e pura follia. Auguri.

A me intanto girano a elica: questi due, Renzi e Grillo, hanno le redini dei due schieramenti politici più potenti oggi. Siamo davvero in buone mani... Quanto mi girano a elica...!


"Fino qui abbiamo parlato del principe, ora non ci resta che parlare del mostro. [...] Con livore e cattiveria, non inferiori alla superbia e alla crudeltà, se la prese con quasi tutti gli uomini del suo tempo. [...] Non ebbe riguardi né per il suo pudore, né per quello degli altri. [...] Si potrebbe giustamente attribuire al suo disordine mentale il fatto che in lui si unissero due vizi completamente opposti, da urla parte un'estrema insolenza e dall'altra una paura eccessiva."
(Svetonio su Caligola)


venerdì 14 febbraio 2014

P.I.L. + 0,1%. PD in caduta libera. L'Italia?


Siate contenti, cittadini! Dopo non so quanti anni, pare dal 2011, il P.I.L. italiano ha un valore positivo! Gaudete cives! Uno +0,1% che non è niente. Niente. Rispetto a quanto si è perso nel frattempo e ai danni che ciò ha prodotto, non è niente. Ok, "segnali di ripresa". Ah, grazie, mica me n'ero accorto.

Ma a placare i bollenti festeggiamenti di una nazione in ginocchio c'è la notizia dell'avvicendamento Letta-Renzi a Palazzo Chigi. Renzi, quello che aveva detto che non sarebbe andato al governo senza vincere le elezioni. Renzi, quello sul cui carro ora stanno salendo tutti (quelli in cerca di comode poltrone per le loro grasse chiappe, anche in Sardegna). L'egocentrico confusionario che sa comunicare.

Aspetta... egocentrico confusionario che sa comunicare... questa l'ho già sentita. Vale per altri due, anch'essi non presenti in Parlamento, entrambi con la fedina penale macchiata. Berlusconi e Grillo.

Quindi le sorti del mio paese sono in mano a tre persone, tutte e tre con pendenze passate e attuali con la Giustizia; tutte e tre piene di sé; tutte e tre senza un posto in Parlamento. E a dirigere il ballo del ridicolo un attempato presidente circondato da un alone di loschi maneggi in varie direzioni.

Pensiamo al concetto di "democrazia". Fatto? Ecco: questo è il momento più basso.

giovedì 6 febbraio 2014

Siamo sicuri che il decreto Bankitalia sia una truffa?


Poveri noi, al gancio per lo sbraitare della politica! Anche chi la politica doveva cambiarla portandoci i veri valori si è abbassato al livello dei politicanti: quell'atmosfera là, quella che si respira alla Camera, al Senato, al Governo e al Quirinale deve avvelenare per forza.

Qualcuno ha urlato "Boia chi molla" alla Camera dopo che qualcun altro aveva detto Boia al presidente Napolitano. Qualcuno ha dato un manrovescio/gomitata in bocca a una parlamentare. Qualcun altro ancora in commissione ha dato delle PomXinare ad alcune colleghe di un altro partito. Intorno a questo, le volgarità pompate ad arte da quello che è sempre incazzato, volgarità che fanno proselitismo, e non mi riferisco solo alle valanghe, alle slavine di insulti anche sessisti dei tanti cretini che in rete confondono la libertà di parola con la libertà di Ingiuria, bensì anche e soprattutto a quel Messora che da quando è sul libro paga di uno di questi potenti (anche se lo stipendio glielo paghiamo noi) ha smesso di cercare e analizzare i grandi complotti, o almeno alcuni, e anche lui fa battute sessiste.

Sono tutte notizie che conoscete bene: sono state il pane che ha avvelenato le nostre tavole in questi utlimi e scellerati dieci giorni. Quindi non linko niente. Aggiungo solo: appena intercettata una busta contenente proiettili indirizzata alla Boldrini.

Comunque, andiamo avanti, via! Due cose da segnalare. La prima: Marco Canestrari

Chi è? Andate nella pagina iniziale del Fatto Quotidiano e scorrete fin giù, proprio fino alla fine, in basso in basso. Leggerete: "Server Dedicato Level iP | Credits: Marco Canestrari". Cliccate sul nome, e vi si aprirà la sua pagina, il classico "Chi sono", e leggerete che "Ho iniziato a lavorare a Milano nel 2006, presso Casaleggio Associati dove mi sono occupato, come sviluppatore e videomaker, di alcuni progetti tra cui beppegrillo.it, antoniodipietro.it e italiadeivalori.it.".

Che Casaleggio gestisse il sito personale e del partito di Di Pietro si sapeva. Guarda caso il M5S si è appropriato di tante idee di Tonino (ma tutti lo hanno dimenticato, anche Scanzi l'ha dimenticato, lui che parla del M5S come unica opposizione da "tempo immemore" quando invece fino a poco tempo fa era Di Pietro con l'IDV a farla a tutta forza, anche Travaglio, lo stra-adorato Travaglio, l'ha dimenticato, lui che si segna tutto e ricorda sempre tutto... vabbé...), e guarda caso questo Canestrari legato a Casaleggio e alla sua società ora cura il sito del Fatto Quotidiano. Fate due più due.

A proposito: pare che Travaglio & Co. abbiano preso qualche cantonata sul Decreto Bankitalia, e con essi il M5S stesso, Messora compreso. Perché? Leggete qua, e rabbrividite su come quelli che accusano tutti gli altri di mala informazione, abbiano preso anche loro una cantonata (cantonata? chi lo sa). E' la coscienza di Bruno Tinti a riportare il Fatto Quotidiano sulla terra. Io leggendo il testo del decreto (e anche articoli di altri giornali, perché è intelligente fare confronti) ne dubitavo. La rete no! La rete si fida! Chissà quanto dura questo post, chissà se verrà cancellato immediatamente, chissà se dopo aver letto in prima pagina nel Fatto che quel decreto è un furto ai nostri danni, verrà pubblicata uguale rettifica sempre in prima pagina. Io ne dubito fortemente.

Chi vuole restare attaccato al gancio dei complotti tutti a danno degli italiani, resti pure e non legga questo post. Continui con gli slogan, e apprezzi la gazzarra in Parlamento che - alla luce di quanto è spiegato qui - non è stata una lotta per noi italiani, ma semplicemente gazzarra fine a se stessa, sempre che chi l'ha attuata l'abbia capito. Dubito anche di questo.



Il Decreto Bankitalia non è un furto agli italiani


di Bruno Tinti

Incollo qui di seguito un (lungo) post del mio amico Antonio Carlucci.
E’ una persona molto intelligente e informata e – soprattutto – persona che, prima di parlare, pensa e si documenta.
La rete non è il posto migliore per chiedere riflessione e obiettività; ma, hai visto mai, qualcuno potrebbe comprendere la differenza tra informazione e propaganda. 
(BT)
Girano in rete affermazioni, filmati, servizi tv, articoli dove da semplici cittadini, da giornalisti, da conduttori di talk show, da influencer sconosciuti vengono asserite terribili verità e terribili conseguenze a seguito del decreto Banca d’Italia.

Il decreto era lì da tre mesi e tutti questi esperti se ne sono accorti solo ora, a seguito delle chiassate dei M5S che, per tre mesi, evidentemente, neanche sapevano che esistesse, sennò si sarebbero attivati in tempo per opporsi e spiegare le loro ragioni, visto che al Senato, dove è stato approvato senza colpo ferire, i numeri della maggioranza di governo sono estremamente scarni e facilmente attaccabili.

Ma lì sono stati buonini buonini e si sono scatenati alla Camera dove i numeri del Porcellum non creavano nessun pericolo di riuscire a mandare a fondo la maggioranza.

C’erano tutte le componenti giuste per organizzare un bell’evento mediatico: un argomento molto complesso per chi non è del mestiere, le Banche che incamerano delle plusvalenze, la Finanza reietta ed odiata, soldi che girano là dove pochi sanno cosa succede ecc. ecc.. Cosi  sono partiti gli anatemi, i complotti, i furti ai danni degli italiani ecc.

Leggendo tutto quello che mi passa sotto gli occhi ho letto ed ascoltato un mucchio di fesserie, falsità e tanta, tanta incompetenza e malafede.

Qui non si tratta di essere d’accordo o no con l’operazione, si tratta di sapere di cosa si parla.

L’esercizio, gravissimo per i giornalisti, parte dalla conclusione che è un furto delle Banche ai danni degli italiani con la complicità del Governo e poi si costruiscono degli argomenti, senza nessuna base specialistica a supporto della conclusione, cioè la tecnica chiamata: macchina del fango.

Vediamo cos’è il Decreto Banca D’Italia.

Tre problemi erano sul tappeto: 

1. Le banche italiane, come tutte quelle europee (e mondiali), a fronte della crisi economica che ha provocato fallimenti e perdite di posti di lavoro, hanno subito pesanti perdite sui crediti verso i loro clienti, livello di perdite che richiedono iniezioni di Capitale che gli azionisti non hanno o non intendono dare. Questo può significare il fallimento della banca con perdita dei risparmi per milioni di cittadini o visto che lo Stato garantisce tutti i c/c sino a 100.000 euro un costo enorme per lo Stato. Tutti gli Stati hanno coperto questo problema con fondi pubblici (comunque avrebbero dovuto sborsare somme ben maggiori per ripagare i correntisti della loro perdite): 
I fondi pubblici stanziati e utilizzati dai maggiori Paesi europei a favore del sistema bancario. Fonte: Commissione europea, direzione generale per la Concorrenza.
Grafico a cura di Pierluigi Tolot. 

Come si può vedere l’Italia ha speso molto meno degli altri grandi Paesi. Tra l’altro i fondi, in Italia, non sono stati erogati a fondo perduto ma prestati con interessi alti. 

2. Il Capitale della Banca d’Italia era di 165.000 euro una cifra ridicola che risaliva al 1936. Il problema di rivalutarlo era in discussione da anni. Per farlo non c’è bisogno di iniezioni di soldi, basta consolidare parte delle notevolissime riserve della Banca. Ora bisogna tener conto che le quote (non azioni) della Banca d’Italia appartengono si alle banche italiane ed in particolare a Credito Italiano e Banca Intesa, ma le quote non hanno nessun diritto di voto ne di intervento  nella gestione . Possono solo incassare dividendi, se vengono pagati. 

3. La Banca Centrale Europea ha richiesto a tutte le Banche europee di aumentare la propria consistenza patrimoniale per maggiore sicurezza a fronte di quanto detto al punto 1.

Da questa situazione è nato il Decreto dello scandalo

Cosa dice il Decreto? 
  • la Banca d’Italia rivaluta il proprio capitale a 7.5 miliardi di euro
  • nessun detentore delle quote potrà avere più del 5 % del capitale
  • La Banca potrà pagare sino al 6% del capitale in dividendi (più che precedentemente)
 Che cosa significa? 
  1. La rivalutazione del capitale non comporta nessun esborso di soldi da parte di nessuno, è solo una scrittura contabile interna  che sposta dalle riserve a capitale la somma indicata (dalla tasca sinistra  a quella destra, i pantaloni sono gli stessi).
  2. Le banche detentrici delle quote, anche loro, effettuano una semplice scrittura contabile e rivalutano le loro quote, ma questa volta ci pagano le tasse sulla plusvalenza, ma non hanno intascato alcun soldo.
  3. Quando, le Banche che, in eccesso al limite del 5%, dovranno vendere delle quote, allora e solo allora, intascheranno dei soldi veri. Chi li pagherà ? Gli investitori che compreranno le quote che possono (decide la Banca d’Italia) avere un interesse sino al 6% del valore nominale.
Chi sono gli investitori potenziali che tireranno fuori i quattrini? 

Gli italiani come becera Grillo seguito da folle ansimanti con la bava alla bocca ? No, c’è scritto nel Decreto, basta leggerlo : 

“4. Le quote di partecipazione al capitale possono appartenere solamente a:
 a) banche aventi sede legale in Italia ovvero aventi sede legale e amministrazione centrale in uno Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia;
 b) imprese di assicurazione e di riassicurazione aventi sede legale in Italia ovvero aventi sede legale e amministrazione centrale in uno Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia;
 c) fondazioni di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153;
 d) enti ed istituti di previdenza ed assicurazione aventi sede legale in Italia, fondi pensione istituiti ai sensi dell’articolo 4, comma 1 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e fondi pensione di cui all’articolo 15-ter del citato decreto legislativo n.252, del 2005, aventi soggettività giuridica.
 5. Ciascun partecipante non puo’ possedere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5 per cento. Per le quote possedute in eccesso non spetta il diritto di voto ed i relativi dividendi sono imputati alle riserve statutarie della Banca d’Italia. 
6. La Banca d’Italia, al fine di favorire il rispetto dei limiti di partecipazione al proprio capitale fissati al comma 5, può acquistare temporaneamente le proprie quote di partecipazione e stipulare contratti aventi ad oggetto le medesime. Tali operazioni sono autorizzate dal Consiglio Superiore con il parere favorevole del Collegio Sindacale ed effettuate con i soggetti appartenenti alle categorie di cui al comma 4, con modalita’ tali da assicurare trasparenza e parita’ di trattamento. Per il periodo di tempo limitato in cui le quote restano nella disponibilita’ della Banca d’Italia, il relativo diritto di voto e’ sospeso e i dividendi sono imputati alle riserve statutarie della Banca d’Italia.” 

Quindi  il  Bilancio dello Stato, cioè i soldi degli italiani, non sono coinvolti, chi pagherà le quote investendo con un ottimo rendimento e senza rischi possono essere Istituzioni Finanziarie, Fondi pensione, Assicurazioni italiane, cioè Enti che gestiscono istituzionalmente risparmio e che sono sotto il controllo della Banca d’Italia. Se non riuscissero a venderle, se non trovassero acquirenti, la stessa Banca d’Italia può riacquistare le quote, prassi questa normale nelle aziende quotate.

Questa ipotesi ho visto che preoccupa il prof. Boeri, mi permetto di far notare che sulle quote riacquistate e che la Banca dovrà comunque rivendere quando si presenterà un acquirente la Banca risparmierà il pagamento del dividendo e quindi si tratterebbe di un investimento a buon rendimento.

Resta un punto tra le tante fesserie dette e cioè se la Banca d’Italia sia o no di proprietà dello Stato.

No non lo è, non lo è mai stata, non lo è nessuna Banca Centrale di nessun Stato al mondo, almeno di quelli civili.

Tra Governo e Parlamento e Banca Centrale c’è  una situazione di autonomia che ricorda quella tra Magistratura e Governo e Parlamento. Il Capitale e le Riserve della Banca non sono disponibili per nessuno né Stato né Detentori delle Quote del Capitale.

I Governi amerebbero tanto metterci le mani sopra, visto che si parla di molti miliardi euro, ma nisba, niente da fare, ma forse , cosi come Berlusconi non vede l’ora di mettere le mani sulla Magistratura, dopo aver messo le mani sul Parlamento con il Porcellum e l’Italicum, Grillo è a quello che punta, quando dice che sono i soldi degli italiani. Suona un po’ come quando scambia la democrazia diretta con i click di poche migliaia di seguaci sul suo Blog.