venerdì 29 novembre 2013

Corruzione in Atti Giudiziari: Ghedini e Longo con Berlusconi. Parte l'indagine


Parte finalmente l'indagine che fa godere quanti come me hanno provato nausea profonda per le "attività difensive" di Ghedini e Longo nel processo sul caso Ruby a padròn Berlusconi, quello che li ha fatto eleggere in liste bloccate al Parlamento.Longo è stato quasi sempre nell'ombra, in silenzio, Ghedini invece è stato l'ariete, mandato in TV e in udienza a difendere l'indifendibile, chiamato a creare col team parlamentare le leggi salva-Silvio più agghiaccianti, poi decapitate dalla Corte Costituzionale nel giubilo della Società Civile.

Nel corso del processo Ruby "mavalà" Ghedini si era dato un gran da fare, chiamando a raccolta nel suo studio più testimoni possibile. Chissà perché. Dichiarazioni ritrattate dai testi stessi fra i verbali raccolti in sede di indagine e quanto dichiarato dalle stesse persone in udienza. In tanti, anzi tante cambiarono versione, ma il Tribunale non ci cascò.

Quell'attività sospetta ora è sotto indagine. Sapere che Ghedini è sotto indagine e presto sarà imputato è come respirare aria pura e fresca all'uscita da un vespasiano. Per un ripassino di quanto detto, cliccate QUI: c'è tanta roba da richiamare a mente, su questo processo ma anche su altre nefandezze pro-padrone. Buona lettura.



Ruby, “per Berlusconi, Ghedini, Longo e Olgettine corruzione in atti giudiziari”

 

Depositate le motivazioni della condanna di Mora, Fede e Minetti. "Gravi indizi di reato" contro il Cavaliere, i suoi avvocati e la stessa Karima. Al via un'inchiesta per corruzione in atti giudiziari per lo stipendio versato a molti testi a favore. Come hanno ammesso le Olgettine in aula


di Redazione Il Fatto Quotidiano

Corruzione in atti giudiziari: è questo il reato ipotizzato nei confronti di Silvio Berlusconi e dei suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo, oltre che di alcune ragazze ospiti ad Arcore, dai giudici di Milano nelle motivazione del cosiddetto processo Ruby bis, nel quale sono stati condannati Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Secondo i magistrati il Cavaliere è “gravemente” indiziato del reato “di corruzioni in atti giudiziari” in qualità “di soggetto che elargiva il denaro e le altre utilità” alle ragazze-testimoni. Berlusconi per il processo principale è stato condannato a 7 anni per concussione e prostituzione minorile con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici Tra le varie ragazze che ammisero durante le udienze del processo di aver ricevuto denaro da Berlusconi ci sono Elisa Toti, Aris Espinoza, Ioana Visan e Marysthelle Polanco. Prima di loro, durante l’inchiesta, erano state la stessa Nicole Minetti e Imma ed Eleonora De Vivo. Ma ci furono anche i casi di Mariano Apicella e Danilo Mariani (il pianista di Arcore) ai quali l’ex presidente del Consiglio avrebbe acquistato le rispettive abitazioni. Gli avvocati Longo e Ghedini si difendono e parlano di motivazioni “totalmente sconnesse dalla realtà e dai riscontri fattuali”. Le ragazze per le quali il tribunale ordina di procedere sono Diana Iriarte Osorio, Aris Espinosa, Marysthell Garcia Polanco, Barbara Faggioli, Ioana Visan, Elisa Toti, Lisney Barizonte, Francesca Cipriani, Alessandra Sorcinelli, Manuela e Marianna Ferrera, Concetta ed Eleonora De Vivo, Roberta Bonasia, Raissa Skorkina, Barbara Guerra, Ioana Claudia Almarghioale e Giovanna Rigato. Stessa accusa (falsa testimonianza) viene mossa dai giudici nei confronti di Karima El Mahroug, Luca Risso (marito di Ruby), Serena Facchineri, M’hamed El Mahroug, Giorgio Puricelli, Renato Cerioli, Carlo Rossella, Danilo Mariani, Simonetta Losi e Mariano Apicella.



“Berlusconi era l’utilizzatore finale”
E i giudici prendono in prestito dallo stesso avvocato Ghedini la definizione di “utilizzatore finale” per Berlusconi, mentre l’ex consigliera regionale Minetti “il tramite, per il pagamento di “una parte del corrispettivo corrisposto per il meretricio”. Il tribunale nelle motivazioni ha spiegato che Nicole Minetti avrebbe avuto un ruolo di “intermediazione affinché le ragazze (…) avessero la disponibilità di abitare in appartamenti in via Olgettina a titolo completamente gratuito, ossia non dovendo pagare né il canone di affitto” né le altre spese. Pertanto per il collegio “il dato che i canoni di locazione e le bollette varie venissero per il tramite della Minetti, pagati dall’utilizzatore finale delle prostitute denota come tali pagamenti costituissero, in concreto, una parte del corrispettivo corrisposto per il meretricio stesso”.

L’incontro del 15 gennaio 2011 tra B, gli avvocati e le ragazze
In un passaggio delle motivazioni della sentenza a carico di Fede e Mora, condannati a 7 anni, e di Minetti, condannata a 5 anni, i giudici della quinta sezione penale (presidente del collegio Annamaria Gatto) ricostruiscono la riunione avvenuta ad Arcore il 15 gennaio 2011, quando dopo le perquisizioni del giorno precedente molte delle ragazze ospiti alla serate vennero convocate a Villa San Martino. “Tutti i soggetti partecipanti alla riunione e, quindi, anche tutte le ragazze, sono gravemente indiziati”, secondo i giudici del reato di corruzione in atti giudiziari. Le ragazze, infatti, “che poi rendevano false testimonianze (…) in qualità di testimoni e, quindi, pubblici ufficiali, ricevevano denaro ed altre utilità, sia prima che dopo aver deposto come testimoni”. Berlusconi viene indicato dai giudici come “colui che elargiva (e tuttora elargisce) le somme” alle ragazze. Gli avvocati Ghedini e Longo “in qualità di concorrenti” avrebbero “partecipato, nella loro qualità di difensori di Berlusconi, alla riunione del 15 gennaio 2011”.

“Le dichiarazioni delle ragazze con le stesse parole, di cui non sapevano il significato”
Peraltro le ragazze ospiti alle serate di Arcore, che hanno preso 2.500 euro al mese da Berlusconi mentre erano testi nei processi sul caso Ruby, “rendevano” in aula “dichiarazioni perfettamente sovrapponibili, anche con l’uso di linguaggio non congruo rispetto alla loro estrazione culturale”. I giudici sottolineano, dunque, la “ricorrenza” nelle deposizioni “di frasaggi identici” e “terminologie” di cui le giovani “a precisa domanda” non “sapevano riferire il significato”.

Fede e Mora “agivano in tandem e avevano paura che il sistema si interrompesse”Emilio Fede e Lele Mora sono stati “compari”, anche se il “burattinaio” (definizione del tribunale) era il direttore del Tg4. I due avrebbero agito “costantemente in tandem (…), in totale sinergia per procurare al “produttore” i “programmi che gli piacevano”, scrivono i giudici parlando anche dei “servigi” di Mora “per procurare a Silvio Berlusconi ospiti di suo gradimento”. Attività per cui Fede “trattava con l’ex premier la dazione di denaro a Mora pretendendo da questi un rilevante compenso per la mediazione”. Ma c’è di più: entrambi hanno di che guadagnare dalle serate di Arcore. Non solo per la presenza delle ragazze: “Fede, verosimilmente, ambisce a mantenere la posizione di prestigio da egli detenuta, nonostante l’avanzata età anagrafica, in Mediaset”, mentre Mora “ambisce a risollevare le sue disperate condizioni imprenditoriali mediante gli aiuti economici che Silvio Berlusconi gli può dare. Il presupposto (…) è la intraneità al ‘sistema prostitutivo’, l’accesso ai suoi segreti, la potenzialità implicitamente ricattatoria che gliene deriva, il perseverante funzionamento, la costante operatività del sistema stesso”. Tanto è vero, aggiunge il tribunale, che l’allora direttore del Tg4 “attacca e discredita, con Mora, Roberta Bonasia (una delle partecipanti alle cene, ndr) quando si accorge che la suddetta ‘sta prendendo possesso’, ovvero che la predetta inizia ad intrattenere un rapporto speciale con Silvio Berlusconi, tale da poter bloccare il collaudato meccanismo prostitutivo. Situazioni come quella temuta da Emilio Fede, infatti, ‘incepperebbero’ il funzionamento del ‘sistema’, estromettendovi i suoi organizzatori”.

Tanto che coinvolgono Ambra Battilana e Chiara Danese proprio “in funzione ‘anti Bonasia’” (parole dei magistrati): “Gli imputati (Fede e Mora, ndr) erano a tal punto certi della capacità persuasiva che erano in grado di esercitare da non mettere neppure in conto il fatto che le due ragazze, una volta capito cosa ci si aspettava da loro, declinassero l’offerta. Neppure la realtà di quanto era accaduto durante la ‘cena elegante’ (le due giovani si erano tenute in disparte ed erano andate via non appena possibile) aveva scalfito la sicumera degli imputati che, il giorno successivo, così commentavano tra loro la vicenda”. Segue intercettazione con Fede che dice: “Abbiamo spazzato via com’era prevedibile, spero, quella Roberta che è una stronza di merda” e Mora risponde “E’ arrivista”. 

Ruby accusata anche di rivelazione di segreti
I giudici di Milano nelle motivazioni della sentenza del processo Ruby bis hanno ipotizzato il reato di corruzione in atti giudiziari anche per la stessa Karima El Mahroug e il suo ex legale Luca Giuliante. L’avvocato si sarebbe interessato “ai vari pagamenti in contanti e bonifici” che la giovane marocchina avrebbe ricevuto “periodicamente”. Per Ruby e Giuliante i magistrati ipotizzano anche il reato di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. Il riferimento è al “misterioso” interrogatorio della notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010 della giovane davanti al legale, a Mora e “un emissario di lui”. I giudici hanno parlato di “anomalo interrogatorio” le cui modalità “indicano come l’atto fosse finalizzato non solo ad apprendere notizie destinate a rimanere secretate fino alla discovery” e coperte dal segreto istruttorio “ma anche a farne uso diffondendole e rivelandole”. In quell’interrogatorio Ruby avrebbe raccontato quanto aveva riferito ai pm l’estate precedente sulle feste di Arcore, ricostruzione tra quelle al centro delle indagini della procura di Milano e a quell’epoca non ancora resa pubblica.

Non solo: secondo il tribunale Ruby “prima di deporre come testimone” rese “pubbliche dichiarazioni” mettendo in atto “un’attività di possibile contaminazione probatoria”. Lo scrivono i giudici di Milano riferendosi alla protesta che inscenò la ragazza davanti al tribunale convocando la stampa lo scorso aprile per difendere se stessa e Berlusconi. Il collegio fa notare come Ruby lesse un testo dal “linguaggio particolarmente tecnico”, per sua stessa ammissione “preparato da altri”, non “è noto da chi”. Infine Giuliante. L’ex avvocato di Ruby per il tribunale rivelò proprio a Berlusconi il contenuto “dell’anomalo interrogatorio” a cui la giovane venne sottoposta nell’ottobre 2010. Il Cavaliere “a sua volta rendeva partecipi delle notizie apprese vari personaggi del suo entourage, tra cui Nicole Minetti”. Nell’interrogatorio a Karima vennero chieste notizie coperte da segreto istruttorio.

Gli schiaffi a Berlusconi in Senato da una vera Donna


Chi segue questo blog sa che non ho votato il M5S e che spesso ho criticato il suo leader visibile (Grillo) e quello invisibile (Casaleggio). I fatti però sono fatti, vanno valutati per come sono. E qui c'è solo da alzarsi in piedi e applaudire: in pochi minuti questa Donna (la maiuscola è d'obbligo) ha detto quello che milioni di italiani come me hanno sentito prima solo da Di Pietro in Parlamento. Non è la prima, come alcuni scaltri hanno scritto in blog pilotati ad arte. Ora sono in due, e chissà che altri un giorno facciano la stessa cosa. Una cosa: la parte finale sul "politici" e "cittadini" è una minchiata, ma non scalfisce quanto di ottimo è stato detto prima.



Decadenza Berlusconi: Paola Taverna (M5S), un discorso atteso da vent’anni

 
di Salvatore Cannavò

Ho già avuto modo di dichiarare su questo blog che non ho votato il Movimento 5 Stelle e, a oggi, non ho intenzione di votarlo alle prossime elezioni. Le dichiarazioni di Grillo sull’immigrazione – che smentiscono una grande operazione parlamentare dei suoi senatori – sono un ostacolo troppo grande. Così come la professione di “populismo” fatta dal leader genovese. Storicamente, il populismo, ha rappresentato una delle più sofisticate manifestazioni politiche di disprezzo per il popolo. La premessa serve a fare gli elogi al discorso tenuto in Senato dalla capogruppo del M5S, Paola Taverna. Un discorso compatto, preciso, ricco di passione e ritmo, costruito impeccabilmente. “In dieci minuti quello che il Pd non ha detto per venti anni“, è stato scritto sulla rete. Lo ripropongo nello stenografico di Palazzo Madama (i puntini di sospensione segnalano le infinite, e stizzite, interruzioni da parte di Forza Italia).

Signor Presidente, onorevoli colleghi, si chiude, oggi, impietosamente, una «storia italiana», segnata dal fallimento politico, dall’imbarbarimento morale, etico e civile della Nazione e da una pesantissima storia criminale. Storie che si intrecciano, maledettamente, ai danni di un Paese sfinito e che riconducono ad un preciso soggetto, con un preciso nome e cognome: Silvio Berlusconi.
La sua lunga e folgorante carriera l’abbiamo già ricordata in passato: un percorso umano e politico costellato di contatti e rapporti mai veramente chiariti, che passano per società occulte, P2, corruzione in atti giudiziari, corruzione semplice, concussione, falsa testimonianza, finanziamento illecito, falso in bilancio, frode fiscale, corruzione di senatori, induzione alla prostituzione, sfruttamento della prostituzione e prostituzione minorile. Insomma un delinquente abituale, recidivo e dedito al crimine, anche organizzato, visti i suoi sodali. Ideatore, organizzatore e utilizzatore finale dei reati da lui commessi.

Senatore Berlusconi, anzi signor Berlusconi, mi dispiace che lei non sia in Aula. Forse alcuni hanno dimenticato che la sua discesa in campo ha avuto soprattutto, per non dire esclusivamente, ragioni imprenditoriali: la situazione della Fininvest nei primi anni Novanta, con più di 5.000 miliardi di lire di debiti, parlava fin troppo chiaro; il rischio di bancarotta era dietro l’angolo. Alcuni suoi dirigenti vedevano come unica via d’uscita il deposito dei libri contabili in tribunale.

La cura Forza Italia è stata fantastica per le sue finanze, perché – ricordiamolo – non è entrato in politica per il bene di questo Paese, come declamava da dietro una scrivania su tutte le sue televisioni.
Le elezioni politiche del 1994 hanno segnato l’inizio di una carriera parlamentare illegittima, sulla base della violazione di una legge vigente sin dal 1957, la n. 361, secondo la quale Silvio Berlusconi era ed è palesemente ineleggibile. Quella legge non è mai stata applicata, benché fosse chiarissima, grazie alla complicità del centrosinistra di dalemiana e violantiana memoria. Per non parlare dell’eterna promessa, mai mantenuta, di risolvere il conflitto di interessi. E tutto ciò è avvenuto non per ragioni giuridiche – come ora qualcuno, mentendo, vorrebbe farci credere – ma per onorare patti scellerati, firmati sottobanco per dividersi le spoglie di un Paese. Forse qualcuno si indignerà, urlando che queste sono semplici illazioni. Lasciamo che sia la storia a rispondere!

Camera dei deputati, 28 febbraio 2002, Resoconto stenografico della seduta n. 106 della XIV legislatura. Cito le parole dell’onorevole Luciano Violante, al tempo capogruppo dei Ds, oggi Pd, mentre si rivolge ad un collega dell’apparentemente opposto schieramento: «(…) l’onorevole Berlusconi (…) sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – e non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo – che non sarebbero state toccate le televisioni.. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta», zio. «Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni (…). Durante i Governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte». Questa è storia!
Come storia è la discesa in campo del senatore, fatta di promesse mai mantenute: dal taglio delle tasse al milione di posti di lavoro. Ma non era l’imprenditore illuminato che avrebbe salvato l’Italia, anzi l’azienda Italia? Quello che doveva pensare alla cosa pubblica?

Dal discorso del senatore Berlusconi del 1994 cito: «La vecchia classe politica è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. (…) L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal debito pubblico e dal finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio ad una nuova Repubblica». Incredibile, ma vero: sono proprio sue parole. Potrà però sorgerci legittimamente il dubbio che si sia preso gioco di noi per vent’anni, e ancora adesso? Due mesi fa abbiamo visto diversi Ministri, in suo nome, presentare le dimissioni dando inizio al siparietto della prima crisi di un Governo nato precario, per non parlare della legge di stabilità che giaceva ormai da settimane nella 5a Commissione.

Ma lo vogliamo dire agli italiani che la legge, che dovrebbe assicurare i conti ma soprattutto garantire la ripartenza economica del nostro Paese e la sua stabilità, è stata svilita e degradata a semplice espediente dilatorio per farle guadagnare qualche altro giorno in carica? Oppure vogliamo ricordare i due bei regali che riceverà a spese di tutti noi contribuenti? Assegno di solidarietà pari a circa 180.000 euro; assegno vitalizio di 8.000 euro mensili.

C’è bisogno poi di ricordare perché ancora oggi qualcuno, nonostante l’evidenza dei fatti, nonostante una sentenza passata in giudicato, voglia un voto, uno stramaledetto voto per applicare una legge? Ha senso ribadire lo sfacelo di venti anni di indottrinamento fondato sull’apparire, sul dire e il non fare, sull’avere e non sull’essere?
Anche nell’ultimo atto della sua storia parlamentare comunque il senatore riuscirà a segnare un record. L’illegittimità e l’indegnità della sua carica senatoriale sono addirittura triple: incandidabilità sopravvenuta, ineleggibilità e interdizione da pubblici uffici per indegnità morale. In sostanza, un vero e proprio capolavoro!

Questo Senato poi sentirà un’enorme mancanza dell’operato parlamentare del signor Berlusconi. Ho sentito oggi riprendere i senatori a vita. Dall’inizio della legislatura i dati dimostrano la sua dedizione al lavoro in questa istituzione; dimostrano la passione con cui ha interpretato il proprio mandato nell’interesse del Paese: disegni di legge presentati zero; emendamenti presentati zero; ordini del giorno zero; interrogazioni zero; interpellanze zero; mozioni zero; risoluzioni zero (Applausi dal Gruppo M5S); interventi in Aula uno, per dare la fiducia a questo Governo (eppure oggi è all’opposizione); presenze in Aula 0,01 per cento!
Quindi, di cosa stiamo discutendo? Della decadenza dalla carica di senatore di un personaggio che il suo mandato non lo ha mai neppure lontanamente svolto, di un signore che però ha puntualmente portato a Palazzo Grazioli e ad Arcore ben 16.000 euro al mese per non fare assolutamente nulla, se non godere dell’immunità parlamentare.

In questi venti anni il signor Berlusconi è stato quattro volte Presidente del Consiglio dei ministri, Presidente del Consiglio dell’Unione europea, due volte Ministro dell’economia e delle finanze, una volta Ministro dello sviluppo economico, Ministro degli affari esteri, Ministro della salute ma, soprattutto, è stato il Presidente del Consiglio che ha mantenuto per più tempo la carica di Governo e che ha disposto della più ampia maggioranza parlamentare della storia. Un immenso potere svilito e addomesticato esclusivamente ai propri fini, cioè architettare reati e incrementare il suo personale patrimonio economico.

… Quante cose avrebbe potuto fare per questo nostro Paese, se solo avesse anteposto il bene comune ai suoi interessi personali, le riforme strutturali alle leggi ad personam!
E, invece, dopo tutto questo tempo ci troviamo con la disoccupazione al 40 per cento, pensionati a 400 euro mensili, nessun diritto alla salute, nessun diritto all’istruzione… un territorio devastato dalle Alpi alla Sicilia, le nostre città sommerse dalle piogge… e le nostre campagne avvelenate… Era il 1997 quando Schiavone veniva a denunciare dove erano stati sversati quintali di rifiuti tossici: lo stesso anno in cui questo Stato decise di segretare tali informazioni. Tutto ciò con l’IVA al 22 per cento e un carico fiscale che si conferma il più alto d’Europa, pari al 65,8 per cento dei profitti commerciali… e gli imprenditori… che si suicidano per disperazione, spesso nemmeno per debiti, ma per i crediti non pagati dalla pubblica amministrazione, cioè dallo Stato stesso!

Di tutto questo il senatore Berlusconi non sembra preoccuparsi. La decadenza di un intero Paese sembra non interessargli minimamente, conta solo la sua. Giusto…
Ha il terrore di espiare la propria pena ai servizi sociali, di svolgere mansioni che ritiene non alla sua altezza… Beh, sappia che quelli sono lavori che centinaia di migliaia di italiani perbene svolgono con dignità e onestà… Gli auguriamo che questa possa essere invece un’occasione per uscire dal suo mondo dorato, così forse potrà rendersi conto del disastro e del baratro in cui i cittadini normali si trovano a causa del sistema da lui generato e alimentato…

Questo però non deve essere un discorso di rabbia. Questo vuole essere un discorso di speranza
Concludo, Presidente. La nostra presenza in quest’Aula oggi rappresenta un solo e semplice concetto: noi non vogliamo chiamarci politici, ma restituire il potere ai cittadini… Questa non è una vendetta. Qui non c’è nessuna ingiustizia o persecuzione. Qui ci sono solo cittadini italiani che vogliono riprendersi il proprio presente, altrimenti non avranno più un futuro.

giovedì 28 novembre 2013

Olbia 9 giorni dopo Cleopatra (HD-video)


Un breve recap dopo quello della settimana scorsa. Ho fatto lo stesso percorso: La Maddalena (tutto a posto), poi Arzachena e infine Olbia. Ad Arzachena chissà perché il grande bacino nella parte bassa del paese era quasi perfetto: via le piante, le canne, i detriti e tutta quella mondezza che lo ha tappato. Le case attorno ad esso mostrano ancora i segni della marea di fango: tanta roba messa al sole ad asciugare, cumuli di macerie nei giardini.

Olbia si sta rifacendo il trucco (almeno fuori, poi all'interno delle case la cosa è diversa): le strade sono quasi tutte a posto. Il fango è stato spalato via, i bacini sono stati bonificati e l'acqua finalmente corre via tranquilla, insomma... Chi aveva da pulire scantinati, cantine, garages ecc. ha trovato l'aiuto di tanti volontari arrivati da tutta la provincia e anche da quella di Sassari. I detriti e le macerie sono stati accatastati in alcune zone, in attesa di smaltimento vero e proprio. Le due più grandi aree di raccolta sono l'ampio prato di Via Salvatore Petta e l'area alla fine di Corso Vittorio Veneto, in Loc. Isticadeddu, dove più avanti è crollata la strada. Parlo con uno degli autisti della De Vizia Transfer: "Stiamo facendo turni di 13 ore, c'è sempre qualcosa da trasportare. Non abbiamo pause. E' da martedì che è così".

Il mio video riguarda queste tre zone. Le macerie in alcuni ammassi superano i 5 metri di altezza, e le ruspe sono continuamente al lavoro per sistemare bene i cumuli. Ogni 4-5 minuti arriva un camion e scarica qualcosa: mobili rotti, materassi inzuppati e squarciati, piante sradicate dalla foga dell'acqua... e si inizia a sentire un po' di puzza. Le aree sono ovviamente chiuse da fasce di reticolato arancione e ci sono vari cartelli con l'ordinanza firmata dal sindaco Giovannelli, uno che assieme al precedente sindaco Nizzi ha solo da sudare freddo dato che a Tempio sono scattate le indagini.



Già, le indagini: massimo riserbo sui nomi iscritti nel Registro degli Indagati, ma bene o male si sa dove andrà a parare: le responsabilità sono anzitutto di chi aveva preparato e firmato i progetti di costruzione di tutte quelle case, in barba a un Piano Regolatore farlocco e in barba alle più comuni cautele: 18 (e non 5) bacini idrici attravresano Olbia! Poi i responsabili sono fra quelli che avevano messo la firma su questi progetti autorizzandoli, come fra quanti invece avevano accettato costruzioni abusive scrivendo e firmandone le sanatorie. E qui si parla di sindaci, assessori e responsabili degli uffici tecnici. Mazzette? E chi lo sa. Di sicuro i grandi elettori vanno ringraziati, o no?

La cosa schifosa è che le potenti mani del delinquente di turno hanno fatto sparire uno dei fascicoli: quello del ponte crollato verso Telti. VERGOGNA!

A Olbia la cosa più urgente da sistemare è assolutamente ignorata dal Comune, Abbanoa ecc. Mi riferiusco ai depuratori dell'acqua che arriva nelle case: essi sono circa una ventina e sono tutti scassati. Non ne funziona uno. Usare l'acqua del rubinetto per lavare la frutta e la verdura, cucinare la pasta o fare il caffé è estremamente pericoloso, come lo è anche lavarsi i denti. E allora via con l'uso massiccio di acqua in bottiglia. L'ho fatto io stesso in questi ultimi due giorni.

Insomma: li riparate questi depuratori sì o no? Volete un'epidemia?

Poi ho sentito altre storie che mi hanno lasciato di sasso. Ai centri di raccolta e distribuzione cibo e vestiti si sono presentate tante persone che non avevano alcun bisogno di aiuto, e sono andate via con carrelli pieni di roba. Infatti adesso gli operatori stanno prendendo le generalità di chi si rivolge a loro, e si stanno facendo delle verifiche. La storia più strana riguarda un gruppo abbastanza numeroso di senegalesi, i quali sono andati uno ad uno ai centri di raccolta di abiti e hanno chiesto e ottenuto 4-5 giubbotti a testa. La processione è andata avanti a cadenze millimetriche per alcune ore, poi gli addetti alla distribuzione si sono insospettiti e hanno chiamato i Carabinieri. I controlli hanno evidenziato in alcune case dei centri raccolta (furba): quasi tutti gli abiti accatastati e non utilizzati né dati a connazionali o altri. Pare che anche dei rumeni abbiano avuto la stessa idea.

Sottolineo: questo è quanto hanno raccontato alcuni degli addetti alla distribuzione.

I lavori per sistemare strade e ponti crollati ovviamente non partono: quegli appalti fanno gola a tanti e quindi c'è un po' di confusione. Aggiungiamo anche che coi 20 milioni (più quei - credo - 5 della Regione) non è che si possa fare chissà cosa.

E ADESSO ARRESTATELO


Non ha più l'immunità parlamentare, ora dovete arrestarlo.


Credo che non cambino granché gli equilibri nel PDL (non credo che sia un primo passo per scaricarlo: sarebbe troppo bello). E neanche in Senato le cose cambieranno: tanto Sua Delinquenza non ci andava mai. L'unica differenza è che il Pregiudicato non ha più l'immunità parlamentare, pertanto la Forza Pubblica può andare a mettergli le manette, esattamente come si fa per tutti i delinquenti. Lui non è diverso da essi, anzi sì: è peggio di loro.

Mi ha colpito invece la rissa verbale fra le due anime di questo centro destra delinquente: sembra davvero che siano divisi. Ma a me pare ancora una boutade per non cedere voti a Grillo: si fa finta di avere senso dello Stato e si tengono stretti quei voti degli scontenti, in modo che alle prossime elezioni il bacino di sostegno non diminuisca.

Provo forte rabbia per i vestiti a lutto: quelle sono cose serie, mica questa pagliacciata. Ancora rabbia per gli accostamenti a Mandela (sarebbe invece bello che il pedo-nano facesse anche lui 27 anni di carcere) e tanti altri veri martiri, quale Berlusconi NON è.

Sia chiaro una volta per tutte: Silvio Berlusconi è un Delinquente, pregiudicato, la sentenza di condanna è passata in giudicato. I processi tuttora a suo carico sono ben avviati alla stessa fine positiva.

Ieri ha vinto la Società Civile. Ieri ha vinto la Giustizia. Ieri ha vinto la Democrazia.

E chi non l'ha capito merita sincera compassione, con tanto schifo.

domenica 24 novembre 2013

La pura magia delle foto di Kien Lam


Lascio parlare le immagini e vi linko il sito: http://kienlam.net/






Sua Emittenza e i cessi. La fantastica replica di Andrea Scanzi


Che gli hanno fatto quei miseri cessi a Sua Emittenza? Perché lamentarsi così contro qualcosa che vale di più? Misteri della scienza. Per uno abituato a leccare le parti intime di Belen, pulire i cessi dovrebbe essere una passeggiata, no?









E arriva subito la fantastica risposta di Scanzi:


Ancora una volta Sua Delinquenza (già: delinquente, la sentenza è passata in giudicato, quindi lo possiamo dire liberamente perché è vero e assodato una volta per tutte) mostra disprezzo per la Legge, e la butta sulla risata e sul vittimismo per coprire di prosciutto gli occhi di una base adorante sì, ma sempre più esigua. Ormai chi resta con lui lo fa per due motivi, non necessariamente disgiunti: o non ha capito niente su chi è Berlusconi e su quello che ha fatto contro la Legge e a danno del paese, oppure ha un interesse personale da soddisfare, restando attaccato alle tette del biscione per una poltrona, per dei soldi, per due centimetri di potere.

La feccia sta con la feccia, da sempre.

sabato 23 novembre 2013

Crozza e Laura Comi (video). Una riflessione


Lo metto anche io, perché merita:









Aggiungo: più grave delle parole cretine di Laura Comi è tutta la storia delle cementificazioni selvagge pianificate solo per fare soldi da scaltri progettatori, autorizzate da politici interessati (mazzette? voto di scambio? altro?) e realizzate da ingegneri e imprese edili che si sono anch'esse arricchite. E poi le scontate sanatorie: le quali mettono "a posto" con la Legge le costruzioni, ma non impongono lo stesso fetido "ok" a Madre Natura, che segue il suo corso in barba a queste scempiaggini figlie del dio denaro.

Si possono sapere i nomi degli assessori e sindaci interessati in questi 40 anni? Quelle persone hanno firmato progetti assassini. Si possono sapere i nomi? Si possono vedere le foto delle loro facce?

Pare che ci sia un'indagine in corso: io spero che la Magistratura li spazzi via e tiri la catena, in modo che tornino al loro posto, il posto della feccia: le fogne.


venerdì 22 novembre 2013

Forza Italia, Dell'Utri e la Mafia: Giuffrè racconta


Il processo sulla trattativa Stato-Mafia (cioé feccia) va avanti, e un altro collaboratore di Giustizia vuota il sacco, raccontando dell'accordo fra Cosa Nostra e il partito di Berlusconi, grazie alla preziosa opera di cucitura di Dell'Utri. Niente che non fosse già stato raccontato e comprovato da sentenze, ma fa schifo lo stesso. La vergogna che non ha mai fine.



Trattativa Stato-mafia, Giuffrè: “Garanzie da Dell’Utri, votammo Forza Italia”

 

Nella deposizione al processo in corso a Palermo, il pentito ribadisce la sua versione sull'appoggio dato da Cosa Nostra alla nuova formazione politica di Berlusconi

 
di Redazione Il Fatto Quotidiano

Marcello Dell’Utri diede garanzie alla mafia, che così si adoperò per votare Forza Italia. Questa la versione del  pentito Nino Giuffrè, che ieri durante la deposizione al processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo ha ribadito: “Non è che la mafia sale su un carro qualunque. Scegliemmo di appoggiare Forza Italia perché avevamo avuto delle garanzie”. Rispondendo alle domande dei pm, il collaboratore di giustizia ha parlato dell’appoggio delle cosche al nuovo movimento politico. E oggi, rispondendo al controesame dei legali degli imputati ha aggiunto: “Nella seconda metà del ’93 è venuto fuori Marcello Dell’Utri che ha dato garanzie per la risoluzione dei problemi di Cosa nostra. A prescindere dal garantismo di Fi, noi li scegliemmo perché ci diedero garanzie”.

Tra la fine del ’93 e l’inizio del ’94 il posto che era stato tenuto da Vito Ciancimino nel rapporto con Cosa nostra fu preso da Marcello Dell’Utri”, ha detto Giuffrè, che ha sostenuto, chiamandolo sempre “carretto” e non “carro”, che la mafia nel ’94 decise di saltare sul “carretto del vincitore”, il partito di Silvio Berlusconi, un po’ perché “c’era un atteggiamento generale di favore dell’opinione pubblica verso la nuova formazione politica, ma anche perché ci fu un accordo interno alla nostra organizzazione di votare per FI. Però – ha precisato l’ex boss – è vero che siamo saliti su questo carretto, ma non è che Cosa nostra sale sul primo carretto che passa. Siamo sì abili a capire chi è il vincitore, ma prima di salire ci sono state garanzie di persone vicine alla mafia”.

Giuffrè, che ha detto di non sapere nulla del “papello”, non ha però escluso che vi fossero trattative e intese: “Nel ’93 – ha detto – avevamo due discorsi da portare avanti, uno basato sulla violenza per far sì che venissero fuori altri punti d’appoggio, l’altro di portare avanti le problematiche che interessavano tutta Cosa nostra. E questo secondo discorso veniva portato avanti con questo nuovo soggetto politico che doveva nascere, Forza Italia. Su questo c’era un’intesa di tutta l’organizzazione”.

“Nel ’93 c’è l’inizio di un nuovo capitolo: si apre un nuovo corso tra Cosa nostra e la Politica – ha continuato il pentito -. Provenzano all’inizio era un po’ freddo poi, parlando di Dell’Utri e di Forza Italia, mi disse ‘Siamo in buone mani’”. Secondo Giuffrè, l’ex senatore “era in contatto con Brancaccio e coi fratelli Graviano”.

Giuffrè ha fatto riferimento anche ad altri politici: Claudio Martelli era considerato dai capi di Cosa nostra un traditore “sia per quel che riguarda Cosa nostra, sia per quel che riguarda Craxi”. Il pentito ha ribadito che l’ex vicesegretario del Psi era nel gruppo dei politici invisi all’organizzazione mafiosa, da eliminare perché considerati ormai inaffidabili.

giovedì 21 novembre 2013

Il PD che salva la Cancellieri e dorme per Berlusconi


Amici, stavo leggendo in rete i risultati delle elzioni in Basilicata, e due dati sono saltati agli occhi: la perdita del 10% avuta dal M5S e la bassissima affluenza alle urne... solo il 47.6% è andato a votare. Ha vinto l'astensionismo. Tanta gente si è stufata della politica, dei partiti e del M5S. Ma il PD col suo "quasi 25%" canta vittoria.

Vittoria? Ah sì?

Secondo me altre due cose sono ben più importanti dei brindisi piddini: anzitutto che in Parlamento il PD stia "facendo l'indiano" per la sacrosanta decadenza di Berlusconi ex lege Severino. Un silenzio che profuma di feccia: autosostentamento. E poi, seconda cosa, puzza anche il voto di salvezza pro Cancellieri. Ma il PD festeggia. Su i calici, pezzenti!

Caro burattinaio D'Alema e cari pupazzi divisi in due categorie (quelli che ubbidiscono a lui e quelli che fanno finta di ribellarsi e poi tornano all'ovile, per un interesse personale mascherato da "esigenza" pubblica): ma non vi vergognate?

L'avete capito che chi vi vota in larghissima parte lo fa per disperazione?

Ruby, le motivazioni della sentenza di condanna per Berlusconi


dal Fatto Quotidiano




mercoledì 20 novembre 2013

Regione Sardegna, ex consigliere Idv Adriano Salis condannato per peculato


dal Fatto Quotidiano

Secondo l'accusa, l'ex capogruppo dell'Italia dei Valori ha utilizzato 20mila euro di fondi dei gruppi consiliari senza giustificare le spese. E' stato l'unico tra i 18 imputati ad avere scelto il rito abbreviato: il gup gli ha dato un anno e otto mesi di reclusione


Primo verdetto nella vicenda dei fondi dei gruppi consiliari della Sardegna. L’ex capogruppo dell’Italia dei Valori, Adriano Salis, è stato condannato ad un anno e otto mesi con l’applicazione delle attenuanti generiche. L’esponente politico è stato condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo. Salis è accusato di peculato per 20mila euro di spese che non sarebbero state giustificate nella passata legislatura. La sentenza – il processo si è svolto con rito abbreviato – è stata emessa dal gup Cristina Ornano dopo oltre due ore di camera di consiglio.

L’inchiesta si è concentrata sull’utilizzo dei fondi destinati al gruppo Misto del Consiglio regionale nella passata legislatura: Salis è l’unico dei 18 imputati del primo filone di indagine ad aver scelto il rito abbreviato. All’ex capogruppo la Procura inizialmente aveva contestato spese non giustificate per 60mila euro, successivamente la somma è stata limitata sino a 20mila euro in base ai calcoli della Polizia giudiziaria. Salis, che ha sempre sostenuto la regolarità della sua condotta, ha depositato nel corso delle varie udienze pezze giustificative per quasi 120mila euro e la difesa ha più volte ribadito la correttezza delle spese effettuate. Il pm Marco Cocco aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione.  Intanto, davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale, è ripreso il processo all’ex senatore del Pdl Silvestro Ladu, anche lui accusato di peculato nella stessa inchiesta.

Intanto restano in carcere Mario Diana, ex capogruppo del Pdl, ora di “Sardegna è già Domani”, e di Carlo Sanjust, finiti in manette il 6 novembre scorso per peculato, nell’ambito della inchiesta del pm Marco Cocco sull’utilizzo dei fondi pubblici. Sanjust è accusato di aver pagato il suo matrimonio con un giro di fatture intestate al gruppo del Pdl, Diana per lo stesso fatto e per falso. Ai domiciliari invece l’imprenditore Riccardo Cogoni, accusato di aver fornito fatture false.

Cleopatra e la Gallura. 18 e 19 novembre 2013 (con HD-video)


Ciao a tutti,

e GRAZIE per le telefonate e gli sms con cui diversi di voi prima hanno chiesto "come state" e poi più avanti "mi dispiace".

Lunedì, avantieri, le previsioni del tempo davano pioggia e poco vento di scirocco, con abbassamento della temperatura per ieri, martedì, il giorno dopo. Non avendo letto niente di specifico circa un'allerta ciclone mi sono messo in viaggio.

Ciclone: sono abituato a vedere immagini nei TG e video in rete con venti oltre i 100 km orari. I venti qui non erano così forti, lo dico subito, e aggiungo: meno male.

Acchiappate su googlemaps le strade del nord Sardegna e salite in macchina con me.

Lunedì ho fatto il pieno alla macchina di buon mattino, a Sassari, in Via Milano (parte alta della città) ho visto un po' di schiarita a nord verso Porto Torres e nuvole sulla mia città in aumento: grigie, basse e cariche di acqua. Sono partito appena dopo le 9:00 o forse anche prima, e ho imboccato dalla statale 131 lo scorrimento veloce verso Tempio Pausania.

Niente pioggia fino al tratto di strada prossimo al bivio per Laerru, dove causa acqua la visibilità era di una ventina di metri, con un po' di vento (ma non forte).

Più o meno alle 10:00 sono passato per Tempio, dove pioveva ancora più forte e subito ho preso la SS 133 per andare a Palau. Qui ho visto le strade già sporche di fango, con qualche ramo spezzato ai lati della carreggiata, ma era tutto ok, guidabilissimo.

Arrivo a Palau: pioviggina, mi imbarco al volo sul traghetto per La Maddalena bisticciando con il tipo che strappa i biglietti (erano molto nervosi per via del tempo).

Sbarco alla Maddalena dopo mezzora e si scatena la tregenda, sono circa le 12:00. Dovete sapere che l'isola è tutta in pendenza (una versione meno scoscesa dei quartieri che si affacciano sul porto a Genova) quindi le strade accoglievano l'acqua che colava giù dalle colline e la buttavano giù fino al porto.

Il momento più brutto è stato nel dopo pranzo: fra le 15:00 e le 17:00 sono saltati molti tombini. Non ce la facevano... già sgorgavano acqua dai fori per spruzzi alti 10cm, ma alcuni sono proprio saltati in alto di una trentina di cm e sono rimasti per strada, col primo spruzzo di acqua sporca alto un metro. Le fogne non ce la facevano, quindi il livello dell'acqua ha raggiunto in alcuni punti i 30 cm. Sono rimasto fermo in Via Magnaghi per mezzora, a vedere le auto dell'Enel e pochi altri temerari volare da una parte all'altra. Ha pure grandinato.

Mi sono imbarcato di nuovo verso Palau attorno alle 17:30 nell'unico raro momento di quiete. Dal traghetto si vedeva Palau illuminata dai flash dei fulmini. Sbarcato, mi metto in moto verso Olbia (la strada va verso Arzachena e da lì a Olbia: la SP 115, molto stretta). Il sole è tramontato, i fulmini illuminano a tratti il paesaggio: gli alberi si muovono al ritmo delle folate.

Visibilità 10 metri. Il vento è salito di intensità e la pioggia ora viene giù in diagonale: arrivando dal sud - lo scirocco - ce l'ho in faccia. Ai lati delle ruote si solleva l'acqua (come se fossi in motoscafo) fino all'altezza del finestrino. Viaggio fra i 40kmh e i 50, in certi tratti più lento, accodandomi a una vecchia Panda. Incrociamo un enorme autosnodato e gli spruzzi sollevati dalle sue grandi ruote sono più alti della mia auto (una Ford KA) quindi l'onda mi arriva addosso. I tergicristalli sono al massimo e va via tutto in un secondo.

La strada sale verso Arzachena sul crinale delle colline: dai lati della strada ogni 20 metri scendono cascate di acqua marrone che portano già sassi, rami, cespugli e animali morti (qualche volpe, cani e gatti: pochi però, e vi giuro che non è per niente bello vederli appoggiati sul fianco, già annegati). Siccome la strada fa schifo, ci sono frequenti avvallamenti in cui le pozze sono sopra i 30cm, ed è un festival di spruzzi sollevati dalle ruote, con docce annesse quando si incrocia qualcuno.

Scollino e scendo verso Arzachena: è quasi tutta al buio, e si vedono i fari delle auto e le luci rosse dei freni intasare le vie del paese sin dall'ingresso. Non entro: meglio passare per la circonvallazione che piega a destra e riprende la strada dopo il centro abitato. TUTTA la circonvallazione ha almeno (nei punti migliori) 10cm di acqua. E' come navigare in un laghetto, e riesco a capire qual è la strada solo perché ci sono i paletti della segnaletica verticale ai lati della stessa: catarifrangenti rossi a destra, bianchi a sinistra. Dalla rotatoria riprendo la strada per Olbia.

Solito scenario di cascatelle piene di tutto. Ai lati della carreggiata qui ci sono anche grandi massi venuti giù, ma per fortuna nessuno è in mezzo strada. Pianissimo arrivo alla fine della discesa: nei punti di massima pendenza la macchina pattina/galleggia almeno una decina di volte per pochi istanti ma si risiede sull'asfalto subito, quindi non vado fuori strada: andando piano il rischio è bassissimo.

Alla fine della discesa c'è la rotatoria che porta a sinistra verso Porto Rotondo e dritto verso Olbia, vado dritto e sono giusto pochi chilometri verso l'ingresso di Olbia alta: Via Aldo Moro. In questi 3-4 chilometri di periferia la situazione è questa: un lago. A sinistra un rifornitore di benzina che sembra un porto, a destra le cascate dalla collina. L'acqua è alta anche 30cm, piove da matti, vedo le onde di acqua andare da parte a parte, scontrarsi. Camion di traverso sulla sinistra, auto con le 4 frecce, la mia auto galleggia per 5 metri (sento che sotto... gluglugluglu come quando si va in barca) e si risiede sull'asfalto dopo aver superato un punto in cui c'erano forse anche 60cm (avvallamento della strada), qualche filo d'acqua - pochissima roba, qualche goccia - entra nell'abitacolo dalle feritoie degli sportelli ma smette subito.

Entro a Olbia in Via Aldo Moro: è in pendenza e si porta giù l'acqua. Ci sono dei cassonetti in mezzo strada, le auto ci girano attorno, nessuno scende a spostarli perché piove troppo. Arrivo a casa di parenti (zona parco Fausto Noce) e parcheggio: 5cm di stagno per terra. Non posso ripartire, mi devo fermare per la notte. E chi si fida?

Ceno. Le linee telefoniche sono intasate: non riesco a parlare per più di 10 secondi con la mia compagna o coi miedi genitori, ripiego su sms e whatsapp.

Alle 21:00 si sentono le urla da fuori: Olbia - mi raccontano - è attraversata da 5 bacini di acqua. Quello che passa al centro storico, in parte sotto le abitazioni, è l'unico che non da mai problemi, perché chi costruì decenni fa (fate anche un secolo se non di più) non alterò la via delle acque. Anche le rovine romane non hanno mai problemi, chissà perché. Gli altri bacini invece erano stati deviati: l'acqua adesso però riprende il suo corso, quindi esonda e viene fuori allargandosi dappertutto.

Perché? Uno dei dirimpettai ha parenti nella protezione civile (lui è stato anche volontario): pare (così sento dire) che alla diga del fiume Liscia (costruita da decenni e mai collaudata ufficialmente) sia stato raggiunto in tempo record e superato il livello di guardia e allora hanno aperto "con moderazione" i bocchettoni per far defluire. Quell'acqua è finita nei bacini di Olbia. Lo scirocco riporta il mare dentro i bacini, e la massa di acqua si sposta verso l'interno. Le fogne saltano e c'è una puzza tremenda. L'acqua è giallo-marrone.

Nella via dei miei parenti l'acqua risale dalla parte bassa a piccole onde e allaga tutto: 10cm, 20 cm, 30 cm, inizia ad entrare nelle case, allaga garages, seminterrati. Noi siamo fortunati: un gradino più alto, provvidenzialmente costruito anni fa, fa il suo dovere. Più giù nella via una BMW si spegne: vanno a prenderli (il giorno dopo era ancora lì, di sbieco). "Neanche l'alluvione del 1978 era stata così", sento dire da un balcone vicino.

Arrivano notizie tramite cellulare da parenti e amici sparsi in città. Nella parte più bassa di Olbia l'acqua entra al piano terra delle case passando dagli spifferi delle porte e anche... delle finestre del piano terra (fate conto voi quanto è salita). Chi ha un primo piano ci sale. Chi non ce l'ha va sui tetti.

Le voci che sentiamo dal balcone sono queste: un metro d'acqua nella parte bassa della città, gente annegata dappertutto, gommoni della protezione civile che portano in salvo famiglie. Un asilo a metà pomeriggio è stato fatto sfollare 10 minuti prima della piena: 12 bambini salvi per merito di una telefonata di non si sa chi.

Alle 22:00 smette di piovere, alle 23:00 inizia a scemare. Molto piano.

Chi ha una jeep o un SUV va in giro a raccogliere i pedoni. Quasi sotto casa nostra una ragazza in ipotermia è presa AL VOLO da due tipi in una jeep. Di fronte nei garages e seminterrato della casetta ci sono 2 metri d'acqua. Mobilia nuova, comprata ad agosto, rovinata.

Alle 2 di notte sono ancora sveglio.
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Martedì mattina non c'è da lavorare. Esco con una zia per delle commissioni: uffici, negozi e bar al piano terra dei palazzi sono occupati da gente con mazze, secchi e scope. Chi ha un pompa idrica dopo averla usata la presta a vicini e parenti.

1/3 della città ha ancora acqua stagnante, ma più bassa. C'è il sole. Due vie di accesso a Olbia sono chiuse: in una è crollata una rampa di accesso (così dicono), in un'altra (Corso Vittorio Veneto) la strada è implosa, e c'è una voragine. Becco un vigile del fuoco in un bar e gli parlo di quando facevo il volontario 118 e protezione civile a SS, gli chiedo se hanno bisogno di aiuto, se hanno una divisa in più. Mi offre il caffé e mi dice che non dorme da 36 ore, che hanno chiamato tutti i volontari e non hanno neanche uno stivaletto di gomma da darmi per aiutarli. "Torni a Sassari". Mi guardo: sono in abito. Non viene bene mettersi nel fango così.

Via Roma, dall'ingresso di Olbia (zona ex Tribunale) fino al centro storico, è tutta una fila ferma in ingresso: sono vari chilometri. Tutti fermi. In città altri due ponti di raccordo son bloccati: stanno dragando. Il sottopassaggio che porta all'Isola Bianca vicino al porto è stato pieno di acqua fino al soffitto, dicono per strada, ora stanno pompando fuori tutto. I canali non erano stati puliti dalle canne di bambù accumulate. In tanti si lamentano, giustamente, che i soldi per le sagre qui e nei paesini circostanti (alcuni dei quali isolati) li stanziano sempre: bisogna fare bella figura col popolino... "panem et circenses". I soldi per le messe in sicurezza no. E vaffanculo a quelli che hanno progettato interi quartieri pensando che deviare un corso d'acqua bastasse a salvare tutto: hanno sbagliato, l'acqua si è ripresa il suo corso naturale. E vaffanculo anche ai politici di turno che nel corso degli anni hanno approvato tutti quei progetti senza battere ciglio. Vaffanculo anche a voi, chissà se ci avete guadagnato.

Le vie di Olbia sono piene di muri crollati, mobili e materassi messi ad asciugare al sole davanti alle abitazioni, garages e sottoscala ancora allagati. Enel, Vigili del Fuoco e Forza Pubblica sono dappertutto. Attorno a Olbia è come una grande risaia marrone.

Arrivano le notizie dei morti: le trovate su tutti i giornali e TG. E il governatore Cappellacci si ha fatto un giro in elicottero twittando le foto del disastro nel Campidano. Poi arriva Gabrielli e infine il ministro Mauro e Letta: stanziati 20 milioni... per fare le noccioline.

Alle 16:30 riparto per Sassari, alle 18:00 sono a casa.


Ecco un video che raccoglie alcuni piccoli spezzoni di quello che ho visto. In certe situazioni non mi sono fidato: meglio stare con entrambe le mani ben salde sul volante.



domenica 17 novembre 2013

Tutti Dottori (post ad altissimo contenuto di turpiloquio)


dal blog: Verbasequentur

Io vorrei tanto capire chi cazzo ha sdoganato l’ignoranza; vorrei tanto sapere chi ha tolto al caprone l’onere di informarsi prima di aprire la bocca e rifilato alla persona colta, molto colta, appena più colta – o anche semplicemente informata – quello di dimostrare con disegnini, parole, gentilezza e tante scuse, che le teorie ululate dal caprone suddetto sono puttanate.
Io vorrei capire perché l’unica vera parola innominabile in quest’Italia ostaggio del politically correct più estremo, del genitore uno e due, del diversamente caucasico, del diversamente cittadino regolare, dei quaranta punti esclamativi alla fine di ogni singola stronza frase, sia diventata il termine IGNORANTE.

Il termine ignorante è impronunciabile. Guai a dire ad un ignorante di merda che è un ignorante di merda. TU devi dimostrare di sapere qualcosa, anche se quel “qualcosa” è il tuo mestiere, il tuo bagaglio, quello che hai studiato per una vita intera. Tu, Copernico, portami sulla Luna e dimostrami che la Terra vista da lì non è una pizza margherita. Tu, pronipote di pronipoti di uomo sapiens-sapiens, tu dimostrami che i graffiti rappresentano scene di caccia e non, che ne so, una partita a polo con l’amico cervo che nun ce voleva stà. Tu, biologo, tu medico, tu fisico, tu chimico, tu filologo, tu storico, tu antropologo, tu con i tuoi cinque anni/sei/sette università, con la tua specialità, i tuoi master, i tuoi decenni di studio. Tu che stavi a progettare la dorsale grazie alla quale io “c’ho l’internette e bloggo”, quando io ero alle elementari. Tu che hai scoperto che monitorando il valore delle PSA si può sgamare il cancro alla prostata. Tu che hai fatto lo zerbino del Barone Universitario che poi ha usato la tua ricerca sul mesotelioma per pubblicarla a nome proprio negli USA, mentre io lavavo automobili e la sera mi facevo una cannetta ed uno spritz coi bocia dell’officina. Tu. Mi DEVI DIMOSTRARE. Perchè io che sono una capra analfabeta, che di mestiere raccolgo pompelmi, che l’italiano non lo parlo perché mi fa fatica ed un poco anche snob, io ti contesto, perchè HO LETTO SU INTERNET CHE.

Non mi metto neanche ad elencarle, le valanghe di troiate immonde che io e voi tutti leggiamo ogni giorno sull’internette di questa cippa. Nessuno ha più un interesse semplice, sono tutti fanatici di qualcosa. E il vegano e l’animalista e il complottista e il fronte di liberazione dei pidocchi e le mamme unite contro estivil e quelle contro il cosleeping e i fruttariani (ma porca la miseria ladra, ma pure i fruttariani devono rompere il cazzo? Ma vi rendete conto? Mi viene da piangere, mi viene. Chi sapeva che esistessero i fruttariani fino all’anno scorso?) e i protocattolici fanatici che l’inquisizione è un falso storico e Darwin un massone al soldo di non ricordo chi per scardinare la verità insita nel creazionismo. E il Grillino dei chip. E quella delle Sirene. E tutti, tutti, tutti alla fine che dicono “SVEGLIAAAAAA!!111!!!! NESSUNO LO DICE!!! PRESTO PRIMA CHE CENSURINO IL VIDEO – LA FOTO – IL POST – STOCAZZO”.

E poi gli chiedi “Ma tu… che titolo hai per dire che la terra non è rotonda?”.
E non ottieni risposta. Oppure la ottieni, è la ripetizione della frase sopra. Ho letto su internet. Ho visto tutti i video su youtube. C’è un blog. Una pagina facebook. E lo richiedi: “Ma tu, tu che vuoi sapere di ricerca/biologia/medicina/architettura più dell’architetto biologo medico ricercatore con cui stai parlando… ma tu che basi hai?”
Risposta: mi ha detto mio cuggino. Ci avevo un link che. La mia preferita “hahaha lo sanno tutti, tutti, anche SE NESSUNO LO DICE”.

Al che tante volte cerchi di capirlo da solo, da cosa parte ‘sto cristo per dirti che tu dovresti vivere di banane e mele, ti sentiresti tanto meglio.
E trovi:
La terza media.
Una triennale in merendine scomposte.
Laurea in Economia.
Laurea in Lingua Giapponese (!!!!!).
Accademia belle arti. Con tutto il rispetto per l’accademia delle belle arti, cosa che io personalmente non sarei stata in grado di fare manco sotto tortura per manifesta incapacità, ma che basi di biologia molecolare hai, con le belle arti?
“La mia opionione conta quanto la tua.”
UN CAZZO.

La tua opinione conta quanto la mia se parliamo alla pari. Se io sono ignorante come una bestia dei boschi e tu fai la tal cosa per mestiere, la tua opinione conta qualcosa e la mia é aria che esce dalla parte sbagliata. Se vuoi parlare di politica, informati. Se vuoi parlare di calcio, non mi venire a dire che il fuorigioco l’ha inventato Mourinho. Se vuoi parlare di fisica nucleare… beh, passa al blog di Max.

Ma oggi no, oggi non più. Oggi l’opinione di chiunque vale quanto quella di chiunque altro. Fondata o meno, mediata o meno. Io non leggo, non studio, non mi interesso, ma tu non puoi permetterti di dirmi ignorante.

Questi sono i miei coetanei. Geneazione BimbiMinkia Quarantanni.
Di giorno tutti bravaggente, a cena tutti MariaDeFilippisti, la sera tutti quindicenni, a letto con la sbronza, la mattina a lavorare con l’hangover, in pausa pranzo posano la zappa, accendono il pc et voilà: tutti Dottori.

(dei lettori di fabio volo che si incazzano se li cataloghi come lettori di fabio volo magari parliamo un’altra volta, prima che mi venga un’ulcera)

sabato 16 novembre 2013

La scissione del Pdl: una scaltra manovra?


Io non so amici... ma mi frulla un'idea per la testa. Da quando il delinquente di Stato è stato condannato in via definitiva e altri processi sono finalmente sorti a grappoli, molti elettori del Pdl hanno iniziato a riflettere sulla cosa e in tanti hanno storto il naso; e in più questo continuo tirare la corda al governo da parte di Berlusconi a molti non piace: governo sostenuto, governo ricattato e fatto cadere... tutto ciò comporta instabilità e rischi per l'Italia.

Alfano e altri con lui stanno dicendo che si staccano da Berlusconi per assicurare stabilità e sostegno al governo, ok. Ma io sto iniziando a pensare invece che la manovra sia stata scaltra: i voti di coloro che si sentono delusi da Berlusconi restano "a destra" e non scappano coi Cinquestelle o con Renzi. Tanto alle prossime elezioni Alfano e Berlusconi faranno comunella, e il gioco è fatto.

Sarà una fantasia la mia o invece no? Fate voi...

venerdì 8 novembre 2013

La proposta sul reddito di cittadinanza


Lo avevo già accennato: questa la seguo bene. La copertura c'è o non c'è? Stanno già bisticciando tutti, pazienza. Vediamo come va. Sono 600€ e non 1000€, ricordiamolo.



M5S, reddito cittadinanza con Imu, tagli a difesa e pensioni d’oro. Fassina: “Balle”

 

Il Movimento 5 Stelle ha presentato la bozza del disegno di legge e ora potrà essere discussa online dai 90mila iscritti. Critico il viceministro dell'economia Stefano Fassina (Pd): "Il livello di demagogia nella discussione pubblica di proposte economiche è sempre più alto"

 
di Redazione Il Fatto Quotidiano

Tagli al ministero della Difesa e alle pensioni d’oro, ma risorse anche dall’Imu sugli immobili che fanno capo alla Chiesa. La proposta di legge targata M5S, come anticipato dal fattoquotidiano.it, sul reddito di cittadinanza è pronta. Neanche il tempo di depositarla in Parlamento che già scoppiano le polemiche. “Le balle di Grillo sono sempre più grosse”, il più critico è il viceministro dell’Economia Stefano Fassina che passa in rassegna i punti della bozza e sostiene non possa funzionare, “servirebbero 30 miliardi di euro”. Gli risponde il capogruppo M5S alla Camera Alessio Villarosa: “Fassina è lo stesso che era stato tenuto all’oscuro della legge di stabilità. Non c’è altro da aggiungere: ha perso ogni credibilità. La copertura per garantire il reddito minimo c’è e noi l’abbiamo individuata. Occorrono 18 miliardi, non 30 come sostiene Fassina, e quando avrà tra le mani la nostra proposta di legge vedrà che i soldi si trovano se si vuole. Ecco, se si vuole”, taglia corto. Mercoledì 13 novembre la presentazione ufficiale e poi la speranza di poterla presentare in Aula. “Anche M5S”, ha commentato Nichi Vendola, “dopo Sel presenta proposta per il reddito minimo? Bene. Una legge giusta che Parlamento ora può votare, perché una maggioranza è possibile”.



M5S: “Abbiamo le coperture per realizzare il reddito di cittadinanza”
Deriva da 20 voci di copertura, in parte anche da una patrimoniale e da una tassazione sui capital gain e, soprattutto, sulla speculazione finanziaria la copertura indicata dal M5S per finanziare il reddito di cittadinanza. Circa 2,7 miliardi vengono reperiti dalle entrare derivanti dai giochi pubblici ed altri 2,5 mld da tagli alla Difesa. E’ previsto anche un contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro che arriva al 32% per quelle superiori di 50 volte al minimo. Sui patrimoni è previsto un aumento al 18 per mille dell’imposta di bollo sui beni scudati. La ‘patrimoniale’ viene calcolata sui beni superiori al 1.500.000 euro, escluse le prime case e i beni strumentali ma incluse le “automobili, le imbarcazioni e gli aeromobili di valore”. Previsto anche un taglio si tutti i ministeri del valore tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro ma anche riduzioni, ad esempio, sugli ‘stipendi’ degli ambasciatori o sulle cosiddette ‘ausiliarie’ del personale dell’esercito pensionando e tagli all’editoria. “Servono parecchi soldi e noi li abbiamo trovati – continua il deputato Daniele Pesco“. La proposta M5S fissa il reddito minimo a 600 euro mensili. E prevede integrazioni per i cittadini che non arrivano a questo tetto. “Una pensionata che percepisce 400 euro – spiega la senatrice Nunzia Catalfo – avrà diritto ad altri 200 di integrazione, per un reddito mensile di 600 euro”. Mentre “il singolo – aggiunge Pesco – avrà a disposizione 600 euro dopo aver dato la propria disponibilità a lavorare al centro dell’impiego”. I tre parlamentari invitano dunque gli attivisti M5S a dare il loro contributo, attraverso l’applicazione sul blog di Beppe Grillo. Lì gli attivisti iscritti al portale entro il 30 giugno 2013 potranno trovare la proposta di legge in questione “per leggerla, studiarla e migliorarla”.

Il viceministro Economia Fassina (Pd): “Demagogia, non ci sono le coperture”
Coperture per garantire un reddito minimo a persone senza lavoro o sotto il livello di povertà che non convincono il viceministro dell’Economia Fassina: “Il livello di demagogia”, ha commentato Fassina,”nella discussione pubblica di proposte economiche è sempre più alto. Grillo supera tutti, impresa non facile dati i competitor in campo. Propone un reddito di cittadinanza di 600 euro al mese per tutti coloro che siano disponibili a lavorare e un’integrazione al reddito fino a 600 euro per le pensioni e le indennità di importo inferiore. Il costo complessivo supera, secondo le valutazioni più prudenti, i 30 miliardi di euro all’anno. E contesta nel merito tutte le previsioni di finanziamento del progetto. La cosiddetta ‘copertura’ arriverebbe dal taglio delle pensioni d’oro, dall’Imu sui beni della Chiesa e dal taglio delle spese militari. La prima voce, anche nell’ipotesi di considerare d’oro le pensioni superiori a 3500 euro netti mensili, implica risparmi di alcune centinaia di milioni di euro all’anno. L’eventuale Imu sui beni della Chiesa utilizzati per attività miste porterebbe un gettito aggiuntivo di alcune decine di milioni di euro all’anno”, osserva. “Infine, l’azzeramento delle spese militari (non soltanto gli F-35, ma tutto proprio tutto), a parte il ‘dettaglio dell’impossibilità di utilizzare risorse in conto capitale per finanziare spesa corrente, libererebbe circa 3,5 miliardi all’anno. In tutto, in una generosissima valutazione, intorno a 4 miliardi disponibili soltanto per alcuni anni. Un decimo di una prudente previsione di spesa. Le balle di Grillo sono sempre più grosse. Il nuovo che avanza”, conclude Fassina.

Di Pietro da Scanzi. La risposta a Sabrina Giannini di Report. L'indagine giudiziaria


Un altro confronto schietto, con un sempre colorito Antonio Di Pietro. E anche qui il leader dell'IDV non le manda certo a dirte. Buon ascolto.



Credo che la cosa più importante sia lo sputtanamento del servizio di Report di Sabrina Giannini. Da una e-mail @governo.it parte un pagamento, e poi arriva il servizio di Sabrina Giannini. C'è una indagine in corso. Di Pietro non è fesso: se dice certe cose in televisione vuol dire che ha le prove. Staremo a vedere.

Il pezzo preciso è questo:



Che dice ora Sabrina Giannini?



Per un ripasso sulla giocata di Report:

Le comiche: Sabrina Giannini (Report) considera Di Pietro come Bossi... L'Intervista

La Gabanelli che non sa scusarsi per la Giannini, e la precisazione di Travaglio

Le risposte (e i documenti) di Di Pietro e Il Fatto a Report, il Corriere e Fabio Volo

 

giovedì 7 novembre 2013

Antonio Ingroia da Andrea Scanzi: un confronto schietto (VIDEO)


Un video assolutamente da vedere e condividere. Un confronto aperto, schietto e sincero. Se a questo mondo, se in questo paese di beceri e delinquenti ci fossero più persone come Ingroia nella politica e nella società vivremmo meglio.

La nota a margine è tutta sui commenti del becero popolo della rete: dato che Ingroia si è permesso di esprimere accanto agli apprezzamenti sul M5S anche delle critiche a Beppe Grillo, la setta talebana subito si è scatenata con tanto di insulti d'ogni sorta, tipici fino a ieri del linguaggio degli elettori (e non solo) di PDL o Lega, e da qualche tempo pane quotidiano dei sostenitori del M5S. Nel post di presentazione di Scanzi ("stasera c'è Ingroia") e in quello di divulgazione di questo video su Facebook, tantissimi talebani della setta a cinque stelle hanno dato il loro meglio/peggio. Peggio per loro che fanno/parlano come il loro kaiser.



lunedì 4 novembre 2013

Reddito di cittadinanza by M5S: non 1000€ ma 600€. La copertura?


Questo è stato forse il più importante cavallo di battaglia di Grillo nel corso della SUA campagna elettorale. Il "nessuno deve restare indietro" e i "1000€ a tutti" hanno scaldato i cuori di milioni di italiani. Ad oggi erano state già presentate due proposte, ma dal PD (500€) e da SEL (600€). Non ho notizia che per queste due proposte ci fosse una spiegazione sulla copertura finanziaria, cioé su come finanziare questi miliardi. Magari c'era, o forse no. Non lo so.

Quel che conta è che ora la stessa cosa avviene per mano del M5S, il quale non parla più di 1000€ (dato il numero in crescita dei disoccupati, cifra insostenibile) bensì di 600€. E anche qui non c'è traccia di una spiegazione sulla copertura (dicono che questi 19-20 miliardi si troveranno, spero non facendo i soliti tagli al pubblico impego, cioé i licenziamenti - chiedete a Monti-Fornero). Praticamente mezza Finanziaria per dare i soldi ai disoccupati... e dove li prendi questi soldi?

Seguerò questa vicenda con attenzione, per due motivi. Motivo numero uno: subodoro la polpetta avvelenata al governo Letta; nel senso: "se la cosa non va avanti in Parlamento è colpa del PDL e PDmenoL, noi ci abbiamo provato". Motivo numero due: su questa proposta il M5S si gioca una grossissima fetta del suo elettorato oltre che la sua credibilità (promesse mantenute o meno); cl'elettorato ha già visto una riduzione di 400€ rispetto a quanto sbandierato da Grillo nelle piazze italiane la scorsa primavera. E ora?

L'Economia va ristrutturata, il mondo del Mercaro del Lavoro pure. Adesso vedremo se tutte quelle lauree (il M5S in questa legislatura aveva la percentuale più alta di laureati fra i candidati, e credo anche fra gli eletti) servono a qualcosa. Questo è il primo vero passo coraggioso oltre che importante, e io sono molto curioso.

Una cosa - nell'articolo sotto riportato - è da notare: i due giornalisti Quarantelli e Castigliani prima scrivono "l'hanno trovata", poi continuano scrivendo "esiste", poi "è realizzabile", e poi ancora "nessuna notizia ancora della copertura finanziaria". Pare proprio l'articolo scritto per quelli - e su internet oggi sono davvero tanti - che si accontentano del titolo di un articolo nel loro sito o blog di riferimento e sono contenti così, senza andare avanti a leggere. I lettori di un giornale come il Fatto Quotidiano meritano un trattamento migliore.



Reddito di cittadinanza, 600 euro a chi non ha lavoro: il disegno di legge M5S

 

La bozza è stata depositata a Camera e Senato e verrà presentata pubblicamente nei prossimi giorni. Il fattoquotidiano.it ha potuto ricostruirne gli aspetti fondamentali. Il modello è la Francia e l'erogazione dei fondi per i maggiorenni residenti in Italia dipende dalla volontà del singolo di lavorare. Il costo per lo Stato è di circa 20 miliardi. L'ostacolo più difficile sarà quello di riuscire a farla entrare nell'agenda politica del Parlamento

 
di Marco Quarantelli e Martina Castigliani

L’hanno trovata. La copertura finanziaria per il reddito di cittadinanza esiste ed è realizzabile. O almeno è quello che promette il Movimento 5 Stelle, che dopo sei mesi di lavoro annuncia “abbiamo un disegno di legge”. Costa 20 miliardi e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà. E’ il punto numero uno del programma elettorale, promosso da Beppe Grillo nelle piazze di tutta Italia e la proposta che non possono mancare. Il modello è la Francia, e non la Svizzera come aveva detto il leader, e soprattutto il sostegno è legato ad una riorganizzazione dei centri dell’impiego. Tecnicamente andrebbe chiamato “reddito minimo garantito” e non “reddito di cittadinanza”, perché quest’ultimo indica l’erogazione di fondi ai cittadini maggiorenni a prescindere che lavorino o no, ma resta una forma di contributo. 

La presentazione sarà fatta in via ufficiale nei prossimi giorni, ilfattoquotidiano.it ha potuto ricostruire gli aspetti fondamentali del disegno di legge. E’ un progetto a cui guardano con interesse Pd e Sel, ma il rischio è quello di vederlo accantonato alla prima votazione, dimenticato insieme alle altre centinaia di leggi studiate dal Movimento e che non trovano i voti necessari per essere discusse. “I soldi ci sono”, assicura il senatore a 5 Stelle Alberto Airola, “Non ci vengano a dire che non si può realizzare perché 20 miliardi li possiamo ricavare senza problemi. Noi, a differenza degli altri partiti, siamo preoccupati per la situazione sociale italiana. Enrico Letta invece l’ha definito un progetto ‘divisivo’”.

E’ il loro terreno e tra discussioni politiche e malumori interni, sanno che questa è la prova che non possono sbagliare. Il progetto, elaborato da gruppi di lavoro locali e nazionali, prevede uno schema di reddito minimo garantito del “costo di 19-20 miliardi”, agganciato ad una riforma del mercato del lavoro. Se Grillo in campagna elettorale parlava di un sostegno di 1.000 euro per i disoccupati, ora le cifre cambiano. In base alla proposta, avranno diritto al reddito tutti i cittadini residenti in Italia. Potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia di povertà: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Che andrà ad integrare anche le pensioni minime. Nessuna notizia ancora della copertura finanziaria: i modi e i tempi verranno svelati una volta che la bozza sarà presentata ufficialmente.

Il reddito ideato dal M5S è basato sul riordino dei centri per l’impiego. “Le riforme che si sono susseguite negli anni hanno esternalizzato parte dei servizi – spiega la senatrice Nunzia Catalfo, membro del team che ha elaborato il progetto – finendo per paralizzare il sistema perché non c’è un ente che coordina il lavoro delle strutture pubbliche con quello delle agenzie private. In base alla nostra proposta sarà il ministero del Lavoro a farlo”. I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a 3 offerte di lavoro “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum: “Se uno è laureato in ingegneria non gli si può chiedere di fare il giardiniere”. Al terzo rifiuto, si perde il diritto al reddito.

In Francia esiste qualcosa di simile: è il Revenu de Solidarité Active, introdotto nel 2009. Ne ha diritto chi risiede nel paese da più di 5 anni, ha più di 25 anni, chi è più giovane ma ha un figlio a carico o 2 anni di lavoro sul curriculum. Un singolo percepisce 460 euro mensili, una coppia con 2 figli 966 euro. L’importo cresce con l’aumentare della prole ed è modulare: man mano che cresce il reddito da lavoro, diminuisce il sussidio ma in questo modo il reddito disponibile aumenta. Differente il progetto di reddito di cittadinanza che presto sarà sottoposto a referendum in Svizzera, indicato da Beppe Grillo come modello per la proposta del M5S. Oltreconfine il comitato popolare Grundeinkommen ha presentato al Parlamento una petizione con 126 mila firme per assicurare 2.500 franchi al mese (2.064 euro) a ogni cittadino maggiorenne e 500 franchi (412 euro) a ciascun minorenne a prescindere dal fatto che lavorino o siano disposti a farlo.

In Italia l’ostacolo più grande, oltre ogni proclamo, è quello di riuscire a far entrare il disegno di legge nell’agenda politica italiana. Sulla carta, anche Pd e Sel chiedono il reddito minimo di cittadinanza. I democratici hanno presentato una proposta di legge alla Camera, assegnata il 24 giugno alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali, ma l’esame non è ancora iniziato. L’ipotesi del Pd prevede un contributo di 500 al mese, per coloro che hanno un Isee non superiore a 6.880 euro annui. Il partito di Nichi Vendola invece eleva la soglia a a 600 euro ciascuno da destinare a chi ha un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro.

Ma dalle proposte ai fatti, la strada è lunga. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato in Senato una mozione: il 26 giugno l’Aula l’ha bocciata con 181 voti di Pd, Pdl e Scelta Civica. E non solo. “In Commissione”, racconta Sara Paglini, una delle referenti del gruppo di lavoro , “ci è stato bocciato l’ordine del giorno per poter discutere di reddito minimo garantito. Solo Sel si è astenuta, dicono che vogliono prima vedere la nostra bozza. Ma la verità è che non vogliono affrontare l’argomento. Manca la volontà politica“. La speranza dei 5 Stelle è quella di poter avere più influenza se il progetto risulterà effettivamente realizzabile. “Abbiamo le coperture ed è la strada per far ripartre la nostra economia”, ha commentato la senatrice Catalfo, “in un momento in cui le esportazioni danno segnali di ripresa ma cala il consumo interno, e quindi il Pil, perché le famiglie non hanno soldi da spendere, occorre sostenerle per metterle in condizione di consumare e far lavorare di conseguenza le aziende italiane. Oltre ad aiutare chi non riesce a vivere una vita dignitosa“.