giovedì 18 ottobre 2012

Ma è davvero anticorruzione?



Un deputato dell'IDV oggi ha scritto: "Italia dei Valori non ha votato la fiducia chiesta dal governo sul ddl anticorruzione. Una decisione presa nella convinzione che questo provvedimento non raggiunge lo scopo auspicato, anzi rende perfino la vita ai corrotti più facile. Il ddl anticorruzione non ha cancellato le riforme fatte da Berlusconi per salvare se stesso, non ripristina il reato di falso in bilancio e non sono stati allungati i tempi della prescrizione. L'unica cosa che cambia è la fattispecie di reato sulla concussione per induzione, cioè l’unica che conti per i politici e per gli amministratori. Nella nuova formulazione la pena è più lieve e la prescrizione più facile. E sopratutto perché il Governo ha rimandato a un decreto legislativo successivo la non candidabilità dei condannati, quando bastava inserirlo in questo ddl."

Sinceramente questa legge sembra solo una grande presa in giro. Comunque, ecco due pareri. Fate voi.

Anticorruzione, sì del Senato "Presto l'incandidabilità"

 

di ANNALISA CUZZOCREA

 

Che la fiducia sarebbe arrivata oggi, i senatori lo hanno capito al mattino, quando nell'aula di Palazzo Madama si è presentato Mario Monti. Un segno che il governo, sul disegno di legge anticorruzione, ha deciso di stringere i tempi più che può. L'opinione pubblica ha bisogno di un segnale, come testimoniano le oltre trecentoventicinquemila firme raccolte in pochi giorni da Repubblica. Ne ha bisogno l'Europa, per fidarsi del nostro Paese nonostante assessori indagati, Consigli regionali che crollano, capoluoghi di provincia sciolti per mafia. E così, dopo una replica del ministro Severino alla discussione generale, è arrivato il maxiemendamento che sostituisce il testo ed è stata posta la questione di fiducia.

Che è passata, l'accordo con la maggioranza era ormai blindato. E che consente ora di fare un'ultima rapida lettura alla Camera, e di far partire la legge già nelle prossime settimane. Di più: Paola Severino, davanti all'aula, ha preso un impegno. Il ddl dà la delega al governo perché intervenga sull'incandidabilità dei condannati in Parlamento: "Quando sarà approvato in via definitiva, interverremo con assoluta tempestività", ha assicurato il guardasigilli. Lo stesso ha fatto il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi: "Sull'incandidabilità agiremo subito". A questo punto, nonostante sia facile prevedere che qualcuno tenterà di fermarla, la norma dovrebbe arrivare prima delle prossime elezioni. Forse già entro un mese, come ha chiesto il Pd.

Su tutto il resto, su un ddl frutto di un lavorìo continuo  -  ancora stanotte  -  e di faticosi compromessi tra centrodestra e centrosinistra, restano molti dubbi. Tanto che il ministro ha voluto precisare: "Siamo un governo di persone oneste, non è accettabile che si dica che non vogliamo la legge perché siamo amici degli amici dei corrotti", come aveva fatto ieri l'Idv Li Gotti. E ha ammonito, la Severino: "Questa legge non è carta straccia, troppo facile fare i grilli parlanti, lo ero anch'io, poi però c'è la fatica di portare a termine un provvedimento, di dosare le pene perché non ci siano eccessi né al rialzo né al ribasso". Per poi ricordare, riprendendo le parole di Gerardo D'Ambrosio: "Questo è la prima legge sulla corruzione dopo Mani Pulite, quando la politica  -  al contrario di oggi  -  cercò di frenare la magistratura". "Meglio poco che niente, ma serviva più coraggio", le ribatte il pd Felice Casson.

Di luci e ombre, e di occasione persa, ha parlato la presidente della commissione Giustizia alla Camera Giulia Bongiorno. Le critiche più dure però arrivano dall'Italia dei Valori: secondo Di Pietro "il ddl va indietro invece che avanti, non rende ai corrotti la vita un pochino più difficile, ma molto più facile".


Corruzione, Camusso: "Sotto le aspettative"
Grasso: "Serve ancora un po' di strada"

 

Secondo il procuratore nazionale antimafia, nel provvedimento mancano il falso in bilancio, la riforma del voto di scambio e il reato grave di false fatturazioni. La commissione Ue, per bocca del vicepresidente Olli Rehn, ha accolto con favore la nuova norma. Critica il segretario generale della Cgil: "Non si affrontano i nodi che riguardano il lavoro"


Da: Repubblica

ROMA - Il disegno di legge approvato ieri dal Senato "è un grande successo del governo", ma "per distruggere completamente la corruzione c'è ancora bisogno di fare un po' di strada". È quanto ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, a proposito del provvedimento votato a palazzo Madama. Il magistrato ha ricordato che "tante forze politiche non volevano neanche questa soluzione". Tuttavia "alcune norme - ha aggiunto - hanno bisogno tecnicamente di ulteriori accorgimenti". Grasso ha poi indicato come necessari "la riattivazione del vecchio falso in bilancio, l'introduzione del reato grave di false fatturazioni e l'integrazione della fattispecie del voto di scambio".

Il commento audio di Roberto Saviano

Il procuratore antimafia ha poi spiegato che la norma che invita i dipendenti pubblici a denunciare quello che accade sotto la loro percezione è ancora insufficiente e c'è bisogno di altri tipi di collaborazione. "A noi serve rompere l'accordo tra corrotto e corruttore e quindi - ha detto - come per la criminalità organizzata, servono delle norme che premino chi collabora con la giustizia denunciando l'illecito".

Un altro punto di criticità del ddl è la riduzione delle pena per il reato di corruzione per induzione. Prima da 4 a 12 anni, ora da 3 a 10. Con la conseguente diminuzione del tempo per la prescrizione del reato, passando da 15 a 10 anni. Molti magistrati sono concordi nel dire che la concussione per induzione è assai più diffusa di quella per costrizione. Tanto che si inizia ad ipotizzare una modifica del testo a Montecitorio. Altro nodo a rimanere aperto è quello dell'incandidabilità dei politici condannati in primo grado, sul quale il ministo della Giustizia, Paola Severino, aveva dato la disponibilità del governo a procedere anche con decreto legge.

Sull'approvazione del provvedimento si è espressa anche la Commissione Ue, che "accoglie con favore l'adozione da parte del Senato della lungamente attesa legge anticorruzione". A dirlo è il vicepresidente, Olli Rehn, sottolineando che ora Bruxelles auspica "una rapida adozione finale alla Camera dei deputati". Secondo la Commissione, "le misure contenute nel disegno di legge se adeguatamente attuate possono attivamente contribuire a migliorare il contesto per le imprese in Italia, in linea con le raccomandazioni del Consiglio del 6 luglio".

Critica il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "La fatidica legge sulla corruzione - ha detto - che doveva essere la grande risposta del Paese su questi temi è ben al di sotto delle aspettative minime che si dovevano avere". La sindacalista poi ha aggiunto che il provvedimento "ancora una volta non affronta i nodi che riguardano il lavoro, a partire dal falso in bilancio che è notoriamente lo strumento primo attraverso cui si esercita la corruzione , le tangenti, le infiltrazioni".

Parla di parto laboriso e difficile, il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. "Ci lascia sperare - ha spiegato - che anche in Italia ci sia una politica organica di contrasto preventivo alla corruzione". Per il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, l'approvazione del provvedimento è "un segnale importante che si dà all'Europa, o al mondo, di un paese che vuole contrastare uno dei suoi fenomeni più gravi, quindi sicuramente un dato molto positivo".

Sul tema delle "liste pulite" è intervenuto oggi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Occorre prevedere - ha detto - precise regole sull'incandidabilità, sull'ineleggibilità, per chi, ad esempio, è condannato in primo grado. Un quadro certo e valido per tutti".

Nessun commento:

Posta un commento