mercoledì 10 novembre 2010

L'oro dei politici di una regione alla canna del gas: la Sardegna


Qualche mese fa anche in questo BLOG abbiamo dato conto di una indagine sui costi della politica in Italia. Da questa era emerso come se la passino davvero bene quanti riescono ad entrare nelle poltrone che contano all'interno degli enti locali (ancora di più al Parlamento o al Governo).

Ma restiamo in Sardegna e partiamo dai dati di quell'indagine. Cosa era emerso?


Un consigliere regionale in Sardegna (in tutto sono 80) si mette in tasca 11.417€ (si parla, al netto, di 120.000€ all'anno), e cioé più di quanto un qualsiasi precario in un anno di lavoro sottopagato (la regola oggi è questa, benvenuti al nuovo ordine nazionale). Altre fonti parlano di oltre 13.000€ mensili. Il tutto fra indennità e diaria.

Dati appena diversi li dà il SITO del Consiglio Regionale, che dovrebbe essere l'unico attendibile:

€4.062,23 come indennità.
€4.003,11 come diaria a titolo di rimborso spese di soggiorno a Cagliari (per tutti i consiglieri, anche quelli che a Cagliari hanno già casa).
€1.200,00 di diaria integrativa (solo per i consiglieri residenti a oltre 35 km da Cagliari).
€3.352,00 per spese di segreteria e rapporto eletti/elettori.
€780,24 per documentazione, aggiornamento e strumentazioni tecnologiche.

Il tutto per un totale di €12.167 MENSILI per i residenti a Cagliari e dintorni e di €13.367 MENSILI per chi risiede al oltre 35 km dal capoluogo. Poi ci sono gli Assegni di fine mandato e di vitalizio... un'altra grande porcheria.

A queste cifre aggiungete circa 1700€ per avere lo stipendio dei presidenti di aula e 2700€ per quello dei presidenti di commissione, infine aggiungete 2900€ per lo stipendio del questore. Più o meno la stessa cifra entra nelle tasche dei 12 assessori. Il presidente della Regione si intascherebbe 14.624€.

Per queste persone ci sono anche biglietti gratis per spettacoli ed eventi culturali, 12 viaggi gratis all'anno solo in Europa, altri ancora in Italia, che vengono gentilmente regalati anche ai loro familiari.

In questi giorni stanno circolando nuove voci (davvero strane e da confermare): ogni consigliere avrebbe a disposizione altri soldi per promuovere convegni ed iniziative legate alla politica. Quali siano gli esatti importi non si sa (si parla di 2500€ mensili in più) e come vengano poi effettivamente utilizzati questi soldi non è dato sapere, così come non è chiaro se ci sia un rendiconto da parte loro da consegnare alla Regione oppure no. Questa però potrebbe essere una voce messa in giro a scopo denigratorio oppure da chi non conosce le voci sopra citate (questi soldi potrebbero essere quelli indicati nelle ultime due voci dell'elenco riportato sopra).

Mi chiedo se è da questi gettoni mensili che sono stati presi i fondi con cui sono stati pagati gli spuntini, le bevute, i pranzi e le cene con i quali alcuni esponenti di un partito hanno effettuato una certosina campagna acquisti (condita anche di denigrazioni cui tanti babbei hanno abboccato), nel tentativo di realizzare il (peraltro fortunatamente fallito) assalto alla diligenza alla carica di segretario regionale in un recentissimo congresso di partito, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Le voci che girano sono davvero tante, basta ascoltare. Ma mi piace pensare che quelle occasioni conviviali siano state pagate dai diretti interessati al tanto sbandierato "rinnovamento" (ma quale?) di tasca propria.

Un'altra voce, e questa è la più interessante, che sta circolando in questi giorni è che sarebbero in corso accertamenti da parte della Magistratura a carico di una decina circa di consiglieri sull'uso di tali cospicui capitali e probabilmente avvisi di garanzia saranno consegnati ad alcuni di essi entro la fine dell'anno.

Di fronte a queste cifre da capogiro (per noi miseri mortali) io mi chiedo sempre una cosa: come può una persona (che percepisce tutti questi soldi) lavorare sempre con rettitudine? Eh sì, perché al primo posto nei propri pensieri ha sempre il mantenimento della seggiolina che garantisce questo tesoretto personale. La storia insegna che sono davvero tanti i politici che una volta insediatisi pensano già a come comportarsi per una conferma futura o per un accasamento in altre poltrone ben pagate. I soldi fanno gola a chiunque, poi c'è l'onestà con cui fare i conti. Ed è storia quotidiana il ricattare (da parte dei vertici) i componenti di un'assemblea elettiva con minacce di dimissioni pur di farli lavorare in un certo modo.

Io sono sempre più dell'idea che la Regione Sardegna dovrebbe dirottare gran parte di questo capitale che gonfia le tasche dei politici in Regione (ma non solo: pensate alle Province, svuotate di competenze e con stipendi da capogiro) altrove, e cioé per fronteggiare la gravissima crisi economica, attraverso sostegni più solidi ai disoccupati, ma non solo, anche ai disabili (qui ci sono stati dei tagli tremendi), oppure, che ne so... ci sarebbe una Sassari-Olbia da ampliare... troppi morti urlano vendetta.

Svolazzando di sito in sito (Google aiuta tanto), ho trovato un'iniziativa davvero lodevole cui hanno aderito diversi esponenti (invero non tanti) di alcuni partiti politici. Nel sito "La volta buona" si parla di una proposta di abbassamento degli stipendi a cifre più oneste attraverso un meccanismo davvero ingegnoso.

Andate a leggere!

1 commento:

  1. non è una voce, ci sono fior di articoli su un'inchiesta scaturita da una denuncia per mobbing di una dipendente di un gruppo consiliare.
    ti consiglierei comunque di verificare i tuoi dati, c'è qualcosa che non mi torna. nella passata legislatura consiliare alcuni dei bonus sono stati aboliti.
    Altravoce dedicò un'ampia inchiesta in più puntate sul tema.

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